Negli ultimi sei mesi, nonostante i dazi e le guerre in Ucraina e Medio Oriente, il Ftse Mib è salito del 16,9% circa, il Ftse Mid Cap del 10,8%, mentre l’indice Ftse Small Cap del 9%. Le pmi di Piazza Affari, invece, racchiuse nell’Egm, hanno guadagnato il 3,5% contro il +7,3% dell’indice Msci Europe Small Cap, che monitora l’andamento delle piccole e medie imprese del Vecchio Continente.
Sul fronte delle stime, da inizio 2025 Intermonte ha registrato una riduzione delle previsioni sugli utili per azione (eps) del 5,9% per l’anno in corso e del 5,4% per il 2026. Negli ultimi trenta giorni, tuttavia, le revisioni si sono mosse poco. E’ quanto emerge dal Monitor mensile messo a punto da Andrea Randone, Head of Mid Small Cap Research di Intermonte.
In termine di rapporto prezzo/utili (p/e), l’universo mid/small cap continua a trattare con un premio del 18% rispetto alle large cap, valore sostanzialmente stabile rispetto a un mese fa e leggermente al di sotto della media storica, pari al 20%.
Sul fronte della liquidità, invece, l’analisi dei volumi evidenzia un netto miglioramento per le large cap, con una crescita del 12,2% rispetto allo stesso periodo del 2024 e un incremento del 34,1% da inizio anno. Anche per le mid cap Intermonte registra un andamento positivo, con una crescita del 17% su base annua dopo un lungo periodo di flessione iniziato con il rialzo dei tassi. Il quadro resta invece debole per le small cap, che mostrano una flessione dell’1,1% rispetto allo scorso anno, sebbene i dati più recenti segnalino un trend in recupero.
Arrivando alla crescita dell’utile per azione (eps) 2025 rispetto al 2024, i migliori 15 titoli che emergono fra le mid and small Cap seguite da Intermonte sono: Antares Vision (262%), Abitare In (219%), Fincantieri (108%), Emak (73%), Txt E-Solutions (48%), Notorious Pictures (45%), Lottomatica (43%), Cyberoo (41%), Bff-Bank (40%), Sys-Dat (39%), Fine Foods (34%), Webuild (34%), The Italian Sea Group (31%), Reway Group (26%) e Wiit (25%).
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Dal punto di vista strategico, gli ultimi tre mesi, sottolinea Randone, «sono stati caratterizzati da forti movimenti di mercato, legati alle tensioni commerciali e geopolitiche. Nonostante ciò, i messaggi emersi dai risultati del primo trimestre sono stati generalmente rassicuranti sulle capacità delle imprese di mantenere una certa solidità degli utili, nonostante l’elevato livello di incertezza macroeconomica». In un simile contesto, i mercati azionari si mostrano «particolarmente sensibili ai segnali di politica economica, con margini di rialzo per i settori difensivi, legati all’energia o protetti dall’inflazione», nota lo specialista.
Gli investitori stanno ora valutando con attenzione gli effetti che l’aumento dell’incertezza macroeconomica — osservato a partire da aprile, in particolare su tariffe, prezzi dell’energia e volatilità valutaria — potrebbe avere sugli utili del secondo trimestre 2025, i cui risultati saranno pubblicati tra luglio e settembre. L’estate, nota Randone, «è di solito un periodo difficile da prevedere per i mercati azionari», ma Intermonte ritiene che «le azioni italiane a media capitalizzazione restino interessanti. È tuttavia consigliabile un approccio selettivo, orientato verso titoli di qualità, leader nei rispettivi settori, con valutazioni giustificate da prospettive di crescita realistiche o da una solida generazione di cassa».
Nel corso dell’ultimo mese, Intermonte ha osservato alcuni collocamenti di società «di qualità che sono stati ben accolti dal mercato, a conferma di un interesse ancora elevato da parte degli investitori per storie azionarie solide». Da ricordare, sottolinea Randone, che entro fine anno parte l’operatività del Fondo Strategico Nazionale Indiretto (Fnsi), veicolo del Mef a capitale misto pubblico (49%) e privato (51%), «che rappresenta un potenziale catalizzatore positivo per il settore». Il fondo inizia con una dotazione compresa tra 0,7 e 1,0 miliardi di euro, con i gestori liberi di creare il loro portafoglio di azioni italiane, a condizione che almeno il 70% del capitale venga investito in società non appartenenti all’indice Ftse Mib e al di fuori del settore finanziario. (riproduzione riservata)