Con una mossa a sorpresa, Moody’s ha confermato il rating Baa3 per l’Italia e migliorato l’outlook da negativo a stabile dopo la chiusura dei mercati di venerdì 17 novembre. E oggi, lunedì 20, nonostante lo stacco cedola di diversi titoli del Ftse Mib, l’indice si muove appena sotto la parità, sostenuto dagli acquisti, mentre lo spread Btp-Bund scende a 171 punti.
Il rating Baa3, ricordano gli analisti di Equita Sim in un report, «rappresenta il livello più basso all'interno della categoria investment grade», ad un solo gradino dall’area Speculative. Il miglioramento dell’outlook a stabile è legato a diverse ragioni, spiegano gli esperti: (1) la stabilizzazione delle prospettive economiche del Paese, la salute del settore bancario e la dinamica del debito (che diminuirà al 140,3% nel 2023 dal 141,7% del 2022); (2) il supporto dal Pnrr e dalla sua implementazione; (3) la riduzione dei rischi energetici.
La conferma del rating Baa3, invece, è legata: (1) alla robustezza e diversificazione del settore manifatturiero, all'abbondante ricchezza delle famiglie e all'indebitamento limitato del settore privato; (2) alla sostenibilità della crescita: le prospettive di crescita economica sono supportate dall'implementazione del Pnrr fino al 2026; (3) al debito elevato ma stabile: nonostante il debito elevato, Moody's prevede una stabilizzazione intorno al 140% del pil nei prossimi anni (non includendo alcun incasso dalle privatizzazioni).
Il rating, inoltre, tiene conto del supporto della Bce per rispondere ad aumenti improvvisi dei tassi di interesse. Moody’s ha inoltre sottolineato che il settore bancario italiano ha registrato un miglioramento significativo con maggiore efficienza operativa e solidità patrimoniale, oltre alla riduzione dei crediti deteriorati (Npl al 2,4% e adesso in linea con gli altri paesi Eu) che ha contribuito a migliorare il profilo di rischio bancario. Inoltre, la tassa straordinaria proposta dal governo avrà un impatto limitato sul sistema finanziario.
Per quanto riguarda le prospettive future e le sfide, Moody’s ha scritto che le prospettive di medio termine sono supportate dal Pnrr, ma restano i rischi legati all'efficacia dell'esecuzione a causa delle debolezze nella capacità amministrativa a livello locale. «La riduzione del deficit nei prossimi anni sarà cruciale per la sostenibilità del debito, considerando la prevista inversione tra crescita nominale e tassi di interesse dal 2025», sottolinea Equita. Le «spese legate all'invecchiamento della popolazione, poi, metteranno pressione sulle finanze pubbliche, con incertezza sulla capacità del governo di mantenere elevati surplus primari».
La conferma del rating e, soprattutto, il miglioramento dell’outlook rappresentano una notizia positiva per lo spread Btp-Bund, che, ricordano gli aanalisti, «sebbene non scontasse un downgrade, può comunque aiutare il sentiment e avere risvolti positivi soprattutto per i titoli finanziari». I preferiti della Sim milanese sono Unicredit, Banco Bpm, FinecoBank, Banca Mediolanum, Mediobanca, Credem, Poste Italiane e le obbligazioni bancarie.
Nell’ultimo mese lo spread è passato da 207 a 176 punti base grazie al calo dell’inflazione e all’orientamento delle banche centrali verso politiche monetarie più accomodanti. Equita ricorda che «i rating sono cruciali per l’inclusione negli indici dei titoli di Stato e per l’eleggibilità come garanzia presso la Bce». Tuttavia, un eventuale declassamento non avrebbe avuto implicazioni immediate sulle operazioni di rifinanziamento della Bce, «poiché è sufficiente che almeno una delle quattro principali agenzie di rating (S&P, Fitch, Moody's, DBRS) mantenga il rating investment grade per l’eleggibilità».
I principali rischi per l’Italia riguardano «le prospettive di crescita per il 2024, che mostra una tendenza al ribasso a causa dei segnali di indebolimento nel ciclo macroeconomico e l’aumento dell’offerta di titoli sul mercato. Per il 2024, le emissioni nette di titoli di Stato dovrebbero ammontare a 145 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 118 miliardi del 2023», conclude Equita. (riproduzione riservata)