
L’indice Ftse Mib di Piazza Affari è a un soffio dai massimi dell’anno a 29.757 punti (1° agosto). Un livello che peraltro coincide con il massimo degli ultimi 15 anni, se si considera che l’area 29.400 non si osservava da giugno del 2008. Il listino italiano delle blue-chip ha registrato un’impennata senza precedenti, guadagnando il 28,4% (dividendi compresi) da inizio anno, più del Dax tedesco (+13,4%) e dell’S&P500 (+19,1%) statunitense. Merito di uno switch dai bond (sotto il 4,3% il rendimento del Btp 10 anni, non accadeva dal 4 settembre) alle azioni e di una volatilità piuttosto contenuta (in media intorno a 21), a riprova «che non fosse in previsione una forte correzione», afferma Christophe Grosset, European Sales Director di Spectrum Markets.
Tuttavia, in mezzo a questo slancio positivo, l’indice Ftse Star, una rappresentazione più ampia del mercato azionario italiano, ha registrato un calo del 6,7%. Una divergenza che per gli esperti di XTB solleva dubbi sulla sostenibilità degli impressionanti guadagni dell’indice principale. «Un esame dell’ampia gamma di società italiane rivela che i loro titoli sono attualmente i più sottovalutati da oltre 30 anni a questa parte rispetto al mercato azionario globale», continuano a XTB.
Il motivo è sempre lo stesso, spiega Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia: le incertezze legate a eventuali tensioni sull’elevato debito italiano, diventato ancora più problematico dopo la deludente gestione dei fondi del Pnrr, e le tensioni geopolitiche (crisi in Medio Oriente e prolungamento della guerra in Ucraina).

Nonostante questi venti contrari all’economia, l’indice Ftse Mib ha beneficiato della solida performance del settore bancario che, a sua volta, ha tratto vantaggio sia dall’aumento dei tassi d’interesse nell’Eurozona sia dai pochi accantonamenti sui crediti, aggiunge Antonio Amendola, Senior Fund Manager azionario di AcomeA Sgr. Ci sono, quindi, le premesse, secondo Diego Toffoli, Responsabile Investimenti di Intermonte Advisory & Gestione, perché il Ftse Mib superi i 30.000 punti. Questo, insieme a una volatilità molto bassa, «lascia intendere una certa positività degli investitori sull’andamento del Ftse Mib da qui a fine anno, in linea ai tradizionali elementi di stagionalità», concorda Grosset. Ma, «non è indicativo di un mercato toro, piuttosto torello».
A questo punto il target di breve è l’area 29.750-29.800 punti identificata dal massimo di fine luglio/inizio agosto, prevede Marco D’Ambrosio, analista tecnico di ActivTrades. «Tale trend potrebbe essere interrotto solo se l’indice riscendesse con chiusure giornaliere sotto i 28.200 punti, al contrario il superamento con decisa chiusura settimanale sopra i 30.000 punti aprirebbe una fase toro di più lungo respiro ma per il momento», puntualizza l’esperto, «tale scenario è ancora prematuro». Anche Diodovich si aspetta un moderato rally del Ftse Mib verso 30.500. Però, avverte Amendola, bisogna considerare due aspetti: i tassi potrebbero aver raggiungo il picco e il prossimo anno potrebbe arrivare un rallentamento economico. Quindi, si potrebbe assistere a una riduzione del margine di interesse delle banche e a un aumento degli accantonamenti per un possibile deterioramento della qualità dell’attivo.
La principale spinta alla performance del Ftse Mib potrebbe, allora, rallentare e lasciare il posto ad altri settori come quello delle utilities. Settore fortemente correlato in senso inverso all’andamento dei tassi e che, oggi, dato il calo dei prezzi, restituisce anche un generoso dividendo (lunedì 20 novembre 9 azioni a Piazza Affari staccano la cedola) in un listino dove la stagione dei dividendi si mantiene decisamente positiva: dalle banche alle compagnie di assicurazione fino al risparmio gestito, in media il dividendo oscilla tra il 6% e il 7% per il 2023, afferma Ester Brizzolara dell’ufficio Studi di Intesa Sanpaolo, secondo la quale la visibilità rimane buona sul settore finanziario, sulle utility e sulle infrastrutture. In prospettiva, infatti, gli investimenti infrastrutturali dovrebbero rimanere il principale motore di crescita, supportati dagli incentivi pubblici per accelerare la transizione energetica e digitale.
Il rally del Ftse Mib può, dunque, continuare, salvo turbolenze di carattere geopolitico o di politica interna, «ma con un cambio di mix settoriale a favore delle utilities. Ci sono poi due special situation che possono aiutare il listino al rialzo: Nexi e Telecom Italia. Entrambe sottovalutate dal punto di vista dei fondamentali, ma con un importante appeal speculativo. Quindi, segnaliamo: Telecom Italia, Nexi, Enel, Snam, Terna e Interpump», suggerisce Amendola.
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Oltre a Enel, Brizzolara guarda con favore a Stellantis, che punta a raddoppiare il fatturato entro il 2030, alzare al 40% la quota di veicoli elettrici, realizzare 5 miliardi di euro di ricavi nei servizi e concludere il programma di buyback da 1,5 miliardi di euro nel corso del quarto trimestre, a Stm la cui diversificazione produttiva è migliore rispetto a quella dei concorrenti e le conferisce una maggior resilienza a livello di fatturato, e a Pirelli che, grazie al buon price mix e alla crescente penetrazione di vetture elettriche, può raggiungere i target 2023. Due i titoli consigliati, invece, da D’Ambrosio: Unicredit che ha recentemente violato al rialzo, dopo molti anni, la soglia dei 24 euro e nelle prossime settimane continuerà tale trend «bullish» con un target di medio termine in area 27,20-27,50 euro e Nexi che ha interrotto il sentiment ribassista di fondo che lo ha accompagnato per molti mesi. Tuttavia, ha una fortissima resistenza in area 6,90-7,05 euro la cui rottura al rialzo, possibilmente con volumi elevati, rappresenterebbe un buon segnale con target rialzista di medio termine in area 8 euro (massimi toccati più volte nel 2023).
Tra gli altri titoli più promettenti da cavalcare, Annacarla Dellepiane, Head of Sales Italy di HANetf, ritiene che Leonardo abbia già parzialmente beneficiato, ma potrebbe beneficiare ancora molto dell’aumento della spesa per la difesa. Inoltre, nel comparto energetico, «siamo ottimisti su Enel, Erg e Terna, tutte società che potrebbero beneficiare degli ingenti finanziamenti dell’Unione Europea legati all’European Green Deal e al RePowerEU che stanno investendo grandi capitali nella transizione ecologica», precisa Annacarla Dellepiane. Sorpassato, inoltre, il pericolo della tassa sugli extraprofitti i titoli del settore bancario italiano segnalati da Brizzolara restano Banco Bpm, il cui ceo, Giuseppe Castagna, si è detto ottimista sulla possibile revisione al rialzo della guidance 2024 e del dividend payout (attualmente pari al 50%) in occasione della presentazione del nuovo piano industriale, in calendario il 12 dicembre, e Banca Mediolanum che appare resiliente sulla raccolta e offre un interessante dividend yield (6,8%).
Diodovich consiglia Intesa Sanpaolo e Unicredit, le più solide in termini di fondamentali per superare eventuali turbolenze finanziarie. «Puntiamo anche ad alcune realtà del settore industriale. Nel comparto automobilistico crediamo che Ferrari abbia ancora spazio per salire. Non solo è il brand italiano più forte all’estero ma ha mostrato risultati straordinari nell’ultimo trimestre che ha attirato ulteriormente l’interesse degli istituzionali», spiega l’esperto di IG. Lo credono anche gli analisti di XTB che nel settore sportivo citano Technogym perché sta rispettando le aspettative dei clienti più esigenti grazie alla qualità dei suoi materiali. Mentre nel campo energetico Diodovich è convinto che Tenaris possa mostrare nel medio-breve nuove performance positive. La presenza globale e la forte quota di mercato possono garantire al gruppo dei benefici a seguito di un probabile aumento della domanda dei servizi per l’industria petrolifera. Ma anche il segmento Star è particolarmente interessante visto che è quello che più ha sofferto le condizioni economiche restrittive. «Il nostro titolo preferito è Reply che ha puntato fortemente sull’Intelligenza Artificiale guadagnandosi una posizione da leader in Europa nei servizi digital experience», conclude Diodovich. Reply è nella rosa anche di Toffoli il quale vede di buon occhio pure Sesa e Interpump, due gioiellini cresciuti a suon di acquisizioni.
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