L’accresciuta incertezza globale e le controversie commerciali in corso continuano a gravare sulla crescita europea. La Commissione Ue ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita per l’Ue dall’1,5% all’1,1%. «Per quanto riguarda le società mid e small cap italiane che copriamo, i risultati del primo trimestre sono stati nella maggior parte dei casi rassicuranti e leggermente migliori del previsto; tuttavia il picco di incertezza dovrebbe riflettersi nei dati economici del secondo trimestre», ha messo in guardia Andrea Randone, head of mid small cap research di Intermonte. «La ripresa azionaria a V dopo lo shock dei dazi di inizio aprile sembra ora pienamente scontata nei prezzi e per immaginare nuovi rialzi serve il supporto di un ulteriore flusso di notizie positivo».
Dall’inizio dell’anno Randone ha attuato una revisione del -5,7%/-5,1% delle stime sugli utili per azione (eps) 2025/2026; in particolare, a maggio le revisioni delle stime sono state positive per le large cap (+1,4%/+2% sugli eps 2025/2026), soprattutto per i titoli del settore bancario. Invece, per quanto riguarda le mid-small cap, «nell’ultimo mese abbiamo rivisto le stime sugli eps 2025/2026 del -0,4%/+0,4%». Ma in alcuni casi, come per Elica, Cy4gate, Enav e Ferragamo, le revisioni al ribasso delle stime di utili sono state pesanti: da inizio anno -243,2% , -185,3%, -50% e -42,8% rispettivamente.
Confrontando, poi, la performance dall'inizio dell’anno (indice Ftse Italy Mid-Cap -5,1% e del paniere Ftse Italy Small Caps -9,2%) con la variazione delle stime per l’esercizio 2025 nello stesso periodo, Randone ha notato che i titoli del Ftse Mib hanno registrato un re-rating del 24,8% (era 12,4% un mese fa), le mid cap del +17% e le small cap del 16,3%. «Sulla base del p/e, il nostro panel è scambiato con un premio del 18% rispetto alle large cap, leggermente al di sotto del premio medio storico del 20% e del livello di un mese fa, pari al 21%», ha indicato l’esperto.
Anche il quadro a livello di liquidità è migliorato, ma non per le più piccole di Piazza Affari. Infatti, la liquidità delle large cap a maggio è risultata superiore del 16,9% rispetto allo stesso periodo di un anno fa e in aumento del 38,5% da inizio gennaio. Per le mid cap è cresciuta del 16,5% su base annua con Fincantieri, Anima, Erg, Lottomatica e Maire in vetta, viceversa per le small cap è diminuita del 2%.
Nel complesso Randone ritiene che le azioni italiane a media capitalizzazione (solo a maggio +12,8%, prezzi al 16 del mese) continuino a offrire un valore interessante, anche grazie un contesto politico interno relativamente stabile. «La nostra preferenza rimane per i titoli di qualità, leader nei rispettivi settori, le cui valutazioni siano giustificate da prospettive di crescita realistiche o supportate da una solida generazione di cassa», ha suggerito. Titoli come Bff Bank, Banca Ifis e Piaggio offrono anche rendimenti da dividendo 2025 molto allettanti, pari, rispettivamente, all’11,3%, al 9% e all’8,1%.
In questo contesto, iniziative come il Fondo Strategico Nazionale - la cui entrata in funzione è prevista a breve - dovrebbero costituire un catalyst positivo. Si prevede che il fondo sarà lanciato con un impegno iniziale di 700 milioni/1 miliardo di euro, di cui il 49% proveniente dal Fondo Nazionale di Investimento e il 51% da investitori privati. (riproduzione riservata)