Trampolino di lancio o parcheggio per società illiquide e a volte in crisi? L’Egm, il mercato non regolamentato delle pmi, da un lato è il modo più facile per avvicinarsi alla borsa, ma dall’altro non mancano situazioni opache. Da Visibilia a Mondo Tv France, sul listino si trovano società in ristrutturazione, imprese preda di fondi-trappola (Negma, Global Capital Investment International) come Eph, Illa o Eems, i cui titoli sono azzerati o in difficoltà finanziarie. L’ultimo caso - in ordine cronologico - riguarda Gt Talent Group, quotata da settembre.
Il gruppo, attivo nel campo dell’intrattenimento sportivo, si trova senza la liquidità necessaria a coprire il fabbisogno di cassa dell’anno, stimate in 1,5 milioni di euro. Il cda sta valutando la messa in liquidazione anche se la società, contattata da MF-Milano Finanza, spera di riuscire a scongiurare questa opzione. Al momento, secondo quanto appreso da questo giornale, sono in corso dialoghi con gruppi industriali e finanziari.
Tra dicembre e gennaio, appena tre mesi dopo l’ipo, Gt Talent Group ha cercato di finanziarsi con un accelerate bookbuilding e un aumento di capitale. Dalla prima operazione ha reperito 1,1 milioni, dal secondo sperava di ottenere fino a 1,2 milioni. Tuttavia nella seconda metà del 2024 il business ha subito una battuta d’arresto e a maggio non erano ancora state trovate risorse aggiuntive per tamponare la crisi. A quel punto i conti riflettevano una situazione di tensione: le controllate Carschoolbox, che offre esperienze di guida B2b e B2c, e Scuderia Gentile, che organizza Gt Talent (talent show per piloti), nel primo trimestre hanno registrato perdite superiori a un terzo, con un capitale al di sotto dei limiti di legge.
All’ammanco in bilancio, a quanto appreso da MF-Milano Finanza, hanno contribuito anche le spese di quotazione. Per una raccolta di circa 2,5 milioni tra ipo (1,5 milioni) e accelerated bookbuilding, Gt Talent ha dovuto sostenere oneri per circa un milione. Il gruppo ha chiesto di accedere al Bonus ipo, che prevede un credito fiscale pari al 50% dei costi di quotazione per le pmi (con un tetto di 500 mila euro), però i benefici difficilmente arriveranno prima del 2026. In più, l’azienda si aspettava di raccogliere 3-4 milioni sul mercato (il prezzo di ipo era di 4 euro con una capitalizzazione iniziale di 5,2 milioni) ma il bottino è stato più magro.
Il bilancio 2024 non è ancora stato approvato, perciò gli ultimi numeri disponibili restano quelli al 30 giugno 2024, quando l’azienda dichiarava un valore della produzione consolidato di 1,3 milioni, ebitda di 7 mila euro e una perdita di 210 mila euro. A gennaio Cfo sim, Euronext Growth Advisor e Global Coordinator dell’ipo di Gt Talent, ha sospeso il rating del titolo (prima neutral con target price di 4 euro) segnalando un «forte rallentamento del business» e «numerose incertezze sulla continuità aziendale».
L’Egm «ha livelli di maturità e performance molto eterogenei», osserva Filippo Mazzoleni, analista di Value Track sim. «È innegabile che una parte minoritaria presenti criticità: ci sono aziende che faticano a crescere e non rispettano le promesse fatte in ipo. A volte si tratta di operazioni premature o mal preparate, anche se questi casi sono numericamente limitati. Nel 2024 circa il 70% delle aziende ha registrato una crescita del fatturato, in diversi casi oltre il 50%, e molte società usano il listino come trampolino per consolidarsi o accedere al mercato regolamentato. Ciò dimostra che, se affrontata con una struttura solida e un piano industriale coerente, la quotazione può diventare un acceleratore di crescita». (riproduzione riservata)