A Piazza Affari il Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,64% a 24.559 punti, mentre Parigi segna 0,07%, Francoforte +0,29% e Londra +0,24%. Contrastata Wall Street con il Dow Jones che sale dello 0,04%, mentre l'S&P e il Nasdaq scendono rispettivamente dello 0,06% e dello 0,81%. Gli acquisti sui titoli tecnologici, del lusso e dei beni di consumo sostengono i listini azionari europei, che guadagnano terreno nonostante le preoccupazioni legate alla guerra in Ucraina e alle strategie di politica monetaria per contrastare l'inflazione. I future sui Fed Funds danno oggi per probabile al 70% che la Federal Reserve in maggio acceleri la stretta alzando i tassi di 50 punti base, ma gli investitori sembrano convinti che la ripresa economica sia abbastanza forte da resistere all'aumento del costo del denaro.
Nel corso della giornata la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato durante una conferenza congiunta col presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che Washington si è impegnata a fornire all'Ue altri 15 miliardi di metri cubi di gnl quest'anno. "È un grande passo", ha detto, aggiungendo che "l'Europa lavorerà per assicurare una domanda stabile di ulteriore Gnl statunitense almeno fino al 2030. Puntiamo a circa 50 miliardi di metri cubi all'anno". L'accordo tra Stati Uniti ed Unione europea è cruciale per ridurre la dipendenza energetica di quest'ultima dalla Russia.
Mentre i negoziati tra Russia e Ucraina non fanno passi avanti, lo scontro armato prosegue mietendo vittime tra civili e tra soldati di entrambe le parti. Nonostante i diffusi resoconti sui problemi che le forze armate di Vladimir Putin stanno riscontrando sul terreno in Ucraina, i soldati russi stanno ricevendo dai loro superiori, secondo indiscrezioni stampa, l'indicazione che la guerra debba finire entro il 9 maggio, obiettivo principale controllare il Donbass.
È tornato in rialzo il prezzo del petrolio: con il Wti che sale adesso dell'1,10% a 113 dollari al barile, mentre il Brent dell'1,13% a 120 dollari. Giù invece il gas naturale, che sulla piattaforma olandese Ttf è scambiato a 100 euro per megawattora (-9,68%). Sul mercato dei cambi, euro/dollaro è sceso nuovamente a 1,09 (-0,06%). Tratta in calo il cambio tra la moneta Usa e quella russa (-1%) a 96, trend invece opposto per la moneta unica che balza del 7,18% a 111,66. Sul fronte obbligazionario il differenziale di rendimento tra il Btp decennale e il pari scadenza tedesco è a quota 150 punti base. Negli Usa il rendimento del Treasury decennale è attualmente al 2,466%.
Sul fronte dei dati macro, a marzo, gli statunitensi si sono dimostrati meno ottimisti sull'economia rispetto al mese precedente, facendo registrare il dato più basso dal 2009. L'indice finale sulla fiducia redatto mensilmente dall'Università del Michigan è pari a 59,4 punti, dopo i 59,7 della lettura preliminare. La componente che misura le aspettative per il futuro è scesa da 59,4 a 54,3, mentre quella sulla situazione attuale è diminuita da 68,2 a 67,2 punti. Per quanto riguarda l'inflazione, le aspettative a un anno sono salite dal 4,9% al 5,4% e quelle a cinque anni sono rimaste invariate al 3%. (riproduzione riservata)