Storico vertice della Nato all’Aia, che si è chiuso ieri, mercoledì 25 giugno, alla presenza dei leader di tutti i 32 Paesi membri. Al termine degli incontri è stato diffuso un comunicato ufficiale del patto atlantico, che ribadisce i principi fondanti e delinea nuove strategie in materia di difesa comune.
I Paesi membri hanno confermato il principio sancito dall’articolo 5 del Trattato di Washington, secondo cui «un attacco a un alleato equivale a un attacco contro tutti». Un messaggio che gli analisti hanno letto come forte volontà di coesione da parte dei membri della Nato di fronte alle minacce esterne, con un riferimento esplicito alla Russia e al terrorismo.
Uno dei punti centrali del vertice è stato l’annuncio dell’impegno da parte degli Stati membri a destinare il 5% del Pil alla Difesa (l’Italia spende il 2% attualmente) entro il 2035. L’obiettivo sarà strutturato nel seguente modo:
Ogni Paese dovrà presentare piani annuali, sottolineano gli analisti di Banca Akros in un report, con previsioni di investimenti credibili per raggiungere l’obiettivo. Una verifica intermedia è prevista nel 2029, alla luce del contesto strategico e dei target di capacità aggiornati.
Un altro elemento rilevante riguarda la cancellazione delle barriere al commercio nel settore della difesa e la volontà dei Paesi Nato di fare leva sulle partnership industriali per promuovere una maggiore cooperazione e l’integrazione (fatto di estrema rilevanza) tra le filiere produttive.
Nel complesso, il nuovo impegno conferma quanto era già stato anticipato nei documenti preparatori del vertice, salvo la revisione della scadenza, che inizialmente era fissata al 2032 e ora è stata posticipata al 2035.
Secondo Banca Akros, vi è un gruppo di società quotate a Piazza Affari che può beneficiare del programma Nato di riarmo. Tra le aziende italiane più esposte al settore della Difesa, gli analisti indicano:
Il rafforzamento dell’impegno Nato «potrebbe rappresentare un’opportunità rilevante per le imprese italiane del comparto, in particolare quelle con una forte esposizione internazionale e capacità di innovazione», conclude la nota.
In un lungo report sulla Difesa, gli analisti di Mediobanca Research spiegano che i titoli preferiti dalla merchant bank sono la tedesca Rheinmetall (Outperform, target price 2,25 euro) e Leonardo (Outperform, target price 62 euro dal precedente 51 euro), perché «offrono la migliore combinazione tra portafoglio prodotti, strategia e crescita dell’utile per azione (eps cagr)».
Le attese degli specialisti si basano sull’ipotesi che la spesa la Difesa raggiunga il 3,5-4% del Pil entro il 2035, mentre le stime per il 2027 risultano circa il 20% superiori rispetto al consenso. Gli analisti sono più prudenti sulla francese Thales (Neutral, target price 295 euro) e sulla britannica Bae Systems (Underperform, target price 20 sterline), dove si aspettano una crescita potenziale più limitata.
Per gli investitori orientati sulle small-cap, i broker indicano Fincantieri (titolo appena promosso ad Outperform da Neutral, target price a 19 euro dal precedente 16 euro), «grazie alla sua posizione unica nel settore della Difesa, in particolare nel comparto navale e sottomarino». (riproduzione riservata)