Seduta altalenante per le borse europee mentre prosegue lo stallo nei negoziati ucraini con l'Unione Europea pronta a un nuovo round di sanzioni, di cui si sta attualmente discutendo all'Eurogruppo, a fronte delle nuove atrocità russe denunciate a Bucha. In particolare in ambito comunitario si torna a parlare di embargo al petrolio russo e di possibili stop all'import di gas da Mosca.
I listini Ue hanno più volte cambiato direzione nel corso della mattinata. In chiusura di seduta Parigi e Francoforte sono in rialzo rispettivamente dello 0,50% e dello 0,70%, Milano chiude con un progresso dello 0,03% e Londra dello 0,27%. Ben oltre la parità Wall Street, dove il Dow Jones resta a +0,02%, mentre l'S&P sale dello 0,47% e il Nasdaq si porta all'1,44%.
Dopo che stamattina la Germania sembrava essere d'accordo con i vicini europei sull'embargo su gas e petrolio russo, nel pomeriggio il governo tedesco ha fatto marcia indietro e ha assunto il controllo di Gazprom Germania, almeno temporaneamente: il ministro dell'Economia, Robert Habeck, ha annunciato che l'Agenzia federale delle reti sarà nominata gestore fiduciario della filiale tedesca dell'azienda russa. Si tratta di una soluzione temporanea, ha chiarito Habeck. "L'amministrazione fiduciaria serve a proteggere la sicurezza pubblica e a mantenere la sicurezza dell'approvvigionamento, attualmente assicurata", ha detto. Il passo è "assolutamente necessario".
Intanto il gas si mantiene in calo dell'1,97% a 109 euro al megawattora in Europa, mentre il Brent balza di nuovo del 2,95% a 107 dollari e il Wti del 3,48% a 102,69 dollari al barile. L'oro sale dello 0,52% a 1.933 dollari l'oncia, mentre sul mercato valutario si rafforza il dollaro sulla moneta unica che scende di nuovo a 1,09 dollari (-0,49%) mentre il cross dollaro/yen resta a 122, in rialzo dello 0,17%. Il biglietto verde resta in calo sulla moneta russa a 83 rubli (-0,53%) così come l'euro, che scende del 3,90% sul rublo russo a 92,66. Intanto in campo obbligazionario gli analisti continuano a discutere dell'inversione delle curve dei rendimenti con scadenza lunghe, rendimenti che risultano più bassi di quelli a breve, con il tasso di finanziamento del titolo di Stato Usa a due anni che oggi è arrivato ad essere di cinque punti base superiore a quello del decennale, mentre adesso lo distacca di due (rispettivamente 2,43% e 2,41%). Sul fronte obbligazionario interno invece il rendimento del Btp decennale è in calo al 2,071% con lo spread Btp/Bund a 155 punti. (riproduzione riservata)