Giornata prudente per le borse europee (-0,03% Milano, -1,6% Francoforte e -1% Parigi), che ieri avevano guadagnato terreno sulla speranza che i negoziati tra Russia e Ucraina potessero condurre a breve a un cessate il fuoco, mentre ora attendono passi avanti concreti. Nel pomeriggio il presidente del consiglio, Mario Draghi, ha sentito al telefono Vladimir Putin in una conversazione di circa un'ora. Si registrano cali anche Oltreoceano dove il Dow Jones perde lo 0,16%, l'S&P lo 0,52% e il Nasdaq lo 0,77%.
Giornata intensa per i listini globali a causa dei numerosi indicatori macroeconomici. L'inflazione tedesca è volata al 7,3% a marzo, mentre quella spagnola è salita al 9,8%. È cresciuto inoltre, anche se sotto le aspettative, il prodotto interno lordo statunitense che nel quarto trimestre del 2021 ha toccato il 6,9% rispetto ai tre mesi precedenti, contro stime per un dato al 7%. L'occupazione nel settore privato statunitense è aumentata a marzo invece oltre le attese. Secondo il rapporto mensile redatto da Macroeconomics Advisers e da Automatic Data Processing, lo scorso mese sono stati creati 455 mila i posti di lavoro rispetto a febbraio, mentre le stime erano per la creazione di 450 mila posti di lavoro. Nell'aprile del 2020, era stato registrato un crollo di 19,4 milioni di posti di lavoro, a causa della crisi provocata dalla pandemia di coronavirus.
Guardando le materie prime, rialza la testa il prezzo del petrolio che guadagna adesso oltre 3% con il Wti a 108 dollari al barile e il Brent a 111 dollari. Il focus di giornata è stato principalmente sul gas: il contratto di aprile sulla piattaforma Ttf di Amsterdam sale dell'8,5% a 117 euro per megawattora.
In Europa è "allarme stoccaggi" e la Germania ha comunicato di aver messo in atto un piano preventivo per le forniture di gas. Il Cremlino ha fatto sapere invece che i pagamenti in rubli per il gas potrebbero non essere richiesti da subito. L'oro è in salita negli scambi (+1,16% a 1934 dollari l'oncia). Sul fronte obbligazionario il differenziale di rendimento tra il Btp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si attesta a 148 punti base. Il rendimento del decennale italiano è al 2,139%. (riproduzione riservata)