Dopo una mattinata di stop&go degli indici e un improvviso rialzo a metà seduta, le borse europee chiudono la settimana in verde. Le parole del presidente russo Putin su cambiamenti positivi nei colloqui con Kiev hanno innescato l'allungo in tutta Europa. A Milano il Ftse Mib è salito dello 0,68% a 23.041 punti. Fra gli altri listini, Londra +0,7%, Francoforte +1,5% e Parigi +1%. Prosegue contrasta Wall Street dove il Dow Jones sale dell'1,10%, l'S&P500 resta piatto e il Nasdaq scende dell'1%.
La situazione in Ucraina resta il driver dei mercati. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato che sono stati compiuti alcuni progressi nei colloqui tra il Cremlino e l'Ucraina. "Ci sono alcuni sviluppi positivi, secondo quanto mi è stato detto dalla nostra delegazione", ha dichiarato il numero uno del Cremlino. Sul mercato valutario, l'euro, dopo le parole di Putin, ha recuperato quota 1,10 dollari per poi riscendere nuovamente a 1,09 dollari (-0,33%). Il biglietto verde Usa si conferma comunque solido, toccando i massimi da cinque anni sullo yen (a 117 +0,83%). In ripresa il rublo.
Sul mercato dell'energia i prezzi del petrolio perdono quota rispetto a metà seduta restando comunque in rialzo di oltre due punti percentuali con il Brent che sale a 111 dollari al barile (+2,14%) e il Wti a 108 dollari al barile (+2,5%). Gas in aumento del 4,9% in Europa a 132 al megawattora. In lieve calo il prezzo del lingotto (-0,60%) che tratta sotto 2.000 dollari l'oncia, a 1.988 dollari. Continua in lieve calo il rendimento del Btp decennale adesso all'1,865% con lo spread Btp/Bund a 160 punti. (riproduzione riservata)