Le rassicurazioni sull'andamento dell'attività industriale in Germania, cresciuta anche nel mese di febbraio, non sono bastate per dare coraggio alle borse europee, che dopo una mattinata volatile chiudono la penultima seduta di settimana in rosso (-0,59% Milano, -0,51% Francoforte, -0,57% Parigi e -0,53% Londra). I listini collezionano un'altra giornata di debolezza dopo quella della vigilia, dovuta alla stretta di politica monetaria della Fed per fronteggiare l'inflazione e alle implicazioni delle nuove sanzioni internazionali alla Russia. Anche Wall Street procede in rosso con il Nasdaq in calo dello 0,77%. Sul fronte dei dati macro, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) sono calate di 5 mila unità a quota 166 mila, più delle attese (200 mila unità).
Dai verbali dell'ultima riunione di Francoforte pubblicati oggi, l'elemento che traspare di più è quello dell'elevata incertezza. La maggior persistenza dell'inflazione ha aumentato la probabilità di effetti di secondo impatto attraverso il rafforzamento della dinamica salariale. Lo spread è rimasto comunque poco mosso dopo la pubblicazione dei verbali toccando in chiusura i 166 punti, mentre il Btp decennale è al 2,351%. Negli Usa invece il Treasury decennale è al 2,652%, al di sotto del rendimento a cinque anni (2,683%).
Mentre si aspetta la fine della riunione dei 27 Stati membri Ue (Coreper), iniziata questa mattina alle 10:00 ed interrotta e aggiornata alle 18:00 di questo pomeriggio, dal parlamento Ue è arrivato l'ok all'embargo immediato all'energia. "Qualsiasi uso da parte della Russia di un'arma nucleare o chimica sarebbe inaccettabile e comporterebbe gravi conseguenze". Lo si legge nel comunicato dei ministri degli Esteri del G7. Il G7 chiede la sospensione della Russia dal Consiglio dei diritti umani dell'Onu. Per approvare la sospensione della Russia dal Consiglio serve la maggioranza dei due terzi dei Paesi votanti (dei 193 membri delle Nazioni Unite): nella bozza di risoluzione, tra i co-sponsor c'è anche l'Italia, che chiede di "sospendere il diritto di Mosca di far parte" dell'organismo Onu, esprimendo "grave preoccupazione per la crisi umanitaria e la crisi dei diritti umani in Ucraina, in particolare le notizie di violazioni e abusi del diritto internazionale umanitario da parte della Russia".
In netto calo il prezzo del petrolio: il Wti scende ancora dell'1,51% a 94 dollari al barile, mentre il Brent perde il 1,99% sotto i 100 dollari al barile a 99 dollari. In calo anche il prezzo del gas naturale in Europa (-2,30%) a 104 euro al megawattora. Sul mercato valutario, il dollaro si rafforza ulteriormente dopo che ieri il dollaro index è salito al massimo da cinque anni. Il cambio con l'euro è tornato adesso sotto quota 1.09 a 1,08 (-0,19%). Il dollaro scede leggermente sulla moneta giapponese portandosi 123 yen (-0,05%). E si indebolisce contro il rublo perdendo il 4,63% a 76. Sul rublo scivola anche la moneta unica a 85,75 (-1,75%). (riproduzione riservata)