Il salto lo abbiamo visto a fine novembre, da 27.300 punti circa a 30.400, sul grafico una bella freccia che guarda verso l’alto. E poi il Ftse Mib si è fermato, tentennando, anche se i mercati scommettono su un plurimo taglio dei tassi nel 2024, nonostante la resistenza della Bce a esprimersi in tal senso. Eppure il 2024 ha tutte le caratteristiche, sulla carta, per essere un buon anno per i listini azionari, con l’inflazione in calo e in parallelo il costo del denaro, una buona notizia per le società che pagano meno debito e hanno più cassa per investire e remunerare gli azionisti.
Nel frattempo, è vero, Piazza Affari è cresciuta molto nel 2023, +28% circa, di cui la maggior parte nella prima metà dell’anno trainata dalle banche che registrano utili corposi con i tassi alti. Perché allora la borsa si è fermata? E, di conseguenza, come reimpostare ora il portafoglio in vista delle banche centrali (Fed e Bce) che inizieranno il percorso di discesa? Milano Finanza lo ha chiesto a Giampaolo Trasi, Head of Equity & Credit Research di Intesa Sanpaolo.
«Nel biennio 2022-2023 abbiamo assistito ad una ‘compressione’ (squeeze) del rapporto prezzo utili dei titoli quotati a Piazza Affari, legato alla fase di rialzo dei tassi. Il 2024, per contro, potrebbe essere l'anno del ‘viceversa’ –spiega l’analista – Il mercato si aspetta fino a sei tagli di 25 punti base nell'Eurozona nel 2024, noi vediamo fino a tre tagli. E un Pil nell'area euro del +0,4%, in Italia del +0,7% grazie all'implementazione del Pnrr, che rappresenta un volano importante, mentre il Pil Usa atteso è del +1,5%».
Tuttavia, avverte Trasi, nonostante una partenza generale positiva, anche se non brillante, «il quadro macroeconomico non appare così semplice, perché in questo mosaico manca soprattutto la crescita attesa degli utili societari a causa di un'economia ancora frenata dai tassi. E infatti, la crescita degli utili attesa dal consenso degli analisti sul Ftse Mib è pari a zero nel 2024, mentre ci si aspetta un +5-6% per l’ Eurostoxx. Nel 2025, la crescita dell'eps (utile per azione) dovrebbe tornare a muoversi fra il +3-5%. Il cosiddetto earnings momentum si sta indebolendo, le attese sono migliorate sul 2023 ma meno positive sul 2024. Infatti abbiamo già assistito ad un rally di Piazza Affari fra novembre e dicembre che poi ha perso forza».
A questo punto, gli analisti di Intesa Sanpaolo hanno fatto una «simulazione, siamo andati a calcolare la crescita dell'eps del Ftse Mib nel 2023 togliendo i titoli finanziari, che sono saliti molto e togliendo anche Eni, che ha avuto un calo degli utili venendo da un 2022 molto buono. Che cosa è emerso? Gli altri 27 titoli nell’indice hanno visto l'utile per azione crescere fra l'11% e 12%». E ora? Trasi si aspetta «i primi due trimestri 2024 più deboli come crescita, con il recupero del potere di acquisto delle famiglie che andrà a regime nel corso dell'anno. Migliore andamento atteso a partire dalla seconda metà del 2024, ecco perché il Pil che ci aspettiamo è del +1,2% in Italia nel 2025».
La preferenza di Intesa «va alle società che adottano strategie value over volumes, ossia che privilegiano la redditività rispetto ai volumi di vendita. Questo significa – precisa Trasi – un mix di: disciplina nel pricing, efficienze nei costi di produzione, ottimizzazione delle scorte, focus sulla generazione di cassa ed allocazione efficiente del capitale e degli investimenti fissi. Crediamo che un approccio value over volumes offra migliori opportunità di salvaguardare la redditività in un contesto a luci ed ombre, come quello che ci attendiamo nel 2024».
Quindi va effettuata una selezione dei titoli di Piazza Affari, andando a cercare le società in grado di generare cassa, effettuare un controllo dei costi, calibrare il prezzo di beni e servizi offerti al cliente finale per non perdere quote di mercato e competitività. In sintesi, le star del 2024. Nella tabella allegata, sono stati selezionati 70 titoli di Piazza Affari del segmento Mta estratti dal report sul 2024 che Intesa Sanpaolo ha elaborato. La differenza di colori indica i diversi settori dai appartenenza, da banche e assicurazioni a industriali, lusso, media e tlc. Accanto al nome è riportato il rating degli analisti (buy, comprare; hold, tenere) con il rispettivo prezzo obiettivo. Le ultime due colonne indicano il rapporto prezzo/utile atteso per il 2023 e per il 2024.
I settori su cui gli analisti di Intesa Sanpaolo sono positivi per il 2024 riguardano: Aeroporti e infrastrutture, Gestori patrimoniali, Pneumatici, Banche, Difesa, Assicurazioni (il comparto Vita), Telecomunicazioni, nello specifico le torri di trasmissione, Servizi petroliferi, E&C (Engineering & Construction), Raffinazione del petrolio (downstream), Utilities per il sistema integrato fra vecchie e nuove energie. Sono invece negativi, unico caso, sui Costruttori di auto. In tutti gli altri ambiti, il giudizio è neutrale. Le top picks, i titoli preferiti nel report, sono, invece: Banca Mediolanum, Banco Bpm, Enav, Enel, Erg, Generali, Interpump, Inwit e Pirelli. (riproduzione riservata).