M&A nel settore petrolifero fra due colossi anglosassoni. Il gruppo Shell sta valutando con i propri consulenti la possibilità di acquisire BP Plc. La società britannica starebbe aspettando un ulteriore calo del prezzo delle azioni di BP (-30% negli ultimi dodici mesi) e del petrolio (il Wti ha perso il 20% da inizio anno) prima di procedere con un’eventuale offerta formale, secondo quanto riporta Bloomberg. Shell è la seconda più grande compagnia petrolifera e du gas al mondo per fatturato (dopo ExxonMobil) e tra i maggio gruppi globali in assoluto.
Shell ha quasi il triplo della capitalizzazione di BP, con un valore intorno a 149 miliardi di sterline contro i 56 miliardi della potenziale preda. Questa differenza potrebbe rendere appetibile una fusione con vantaggi di scala.
L’amministratore delegato di Shell, Wael Sawan, ha detto al Financial Times che al momento preferisce acquistare azioni proprie piuttosto che effettuare un’acquisizione. Durante la conferenza stampa sui conti del primo trimestre 2025, Sawan ha aggiunto che Shell ha ancora del lavoro da fare per «sistemare casa propria» prima di intraprendere operazioni così ambiziose.
Un'acquisizione di BP rafforzerebbe la posizione di Shell nel settore energetico globale, facendola competere con giganti come ExxonMobil (460 miliardi di dollari) e Chevron (242 miliardi di dollari). Tuttavia, una fusione di tale portata comporterebbe controlli antitrust da parte delle autorità di regolamentazione.
Secondo Bloomberg, Shell potrebbe attendere che BP faccia la prima mossa o che emerga un altro potenziale acquirente. In alternativa, il gruppo petrolifero potrebbe concentrarsi su acquisizioni minori (bolt-on) e sul programma di buyback 3,5 miliardi di dollari annunciato recentemente.
BP, sotto la guida dell’amministratore delegato Murray Auchincloss, ha avviato una strategia di semplificazione e dismissione di asset per un valore di 20 miliardi di dollari entro il 2027. Il gruppo ha poi ridotto le spese e aumentato i buyback. La recente uscita del responsabile strategico è vista come una risposta alle pressioni del socio attivista Elliott Investment Management, che ha aumentato la quota a oltre il 5%.
La possibile acquisizione di BP da parte di Shell è ancora in fase preliminare, ma potrebbe trasformarsi in una delle operazioni più significative del settore energetico degli ultimi anni. Le variabili da tenere sott’occhio saranno l’andamento delle azioni di BP, i prezzi del petrolio e le reazioni di altri potenziali acquirenti e degli enti regolatori. (riproduzione riservata)