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Perché l’effetto Cina sulle borse europee rischia di durare poco

di Enguerrand Artaz*
30 settembre 2024, 20:50 Ultimo aggiornamento: 21:17

Nel giro di pochi giorni la Banca del Popolo cinese (PboC) e il Politburo hanno annunciato un pacchetto coordinato di misure monetarie, bancarie, immobiliari e di bilancio che hanno suscitato un violento rimbalzo per le azioni cinesi. Ma non tutti i settori ne beneficiano 

Era diventato un tormentone. Di fronte al marasma in cui versava la sua economia, penalizzata da una fiducia in declino dimostrata dai suoi consumatori e da una bolla immobiliare in contrazione, era ormai indispensabile per la Cina adottare misure di sostegno adeguate. Eppure passavano i mesi senza che la risposta arrivasse. Questo atteggiamento attendista, che aveva finito per scoraggiare la maggior parte degli investitori dall'esporsi alla Cina, si è bruscamente interrotto all'inizio dell'autunno.

Nel giro di pochi giorni la Banca del Popolo cinese (PboC) e il Politburo hanno annunciato un pacchetto coordinato di misure monetarie, bancarie, immobiliari e di bilancio: taglio dei vari tassi di interesse della banca centrale, ricapitalizzazione delle sei principali banche commerciali per oltre 140 miliardi di dollari, riduzione media dello 0,5% dei tassi sui mutui esistenti, contenimento dal 25% al 15% dell'acconto minimo per l’acquisto di seconde case, trasferimenti di bilancio alle famiglie più povere, e così via.

Il rimbalzo dei mercati

Diversi aspetti sottolineano il carattere eccezionale di queste misure. Innanzitutto il coordinamento degli annunci, che contrasta con le azioni somministrate con il contagocce negli ultimi trimestri; poi l'ordine del giorno della riunione del Politburo di settembre dedicato alle questioni economiche contrariamente a quanto avviene di solito; infine il linguaggio del Politburo, che allude apertamente a «nuovi problemi» per la crescita cinese e al desiderio di «migliorare l'efficienza» della politica economica e di «rispondere alle preoccupazioni della popolazione».

Viste le tante false partenze, gli investitori ci speravano vagamente, senza crederci troppo. Eppure questi annunci hanno suscitato un violento rimbalzo per le azioni cinesi, dalle A-shares quotate sul mercato locale a quelle quotate negli Stati Uniti passando per quelle registrate a Hong Kong. Di questa inversione di tendenza repentina hanno beneficiato anche i mercati azionari europei, in particolare i settori più esposti alla Cina come i beni di lusso, l’automotive, gli alcolici e l’industria mineraria. L’euforia per le azioni cinesi potrebbe protrarsi per qualche tempo.

I settori cinesi da tenere sott’occhio

Sebbene il movimento sia per ora alimentato soprattutto da massicci riacquisti di posizioni corte da parte degli hedge fund, gli investitori hanno buone ragioni per tornare a interessarsi della Cina. Anche se le esposizioni dei portafogli alle azioni cinesi sono ai minimi da più di un decennio, le valutazioni rimangono particolarmente contenute sia in termini assoluti che rispetto ad altri mercati emergenti e basse sono le aspettative per gli utili.

La risposta è meno netta se ci si interroga sul proseguimento del rimbalzo dei settori europei esposti alla Cina. Quelli che dipendono da una ripresa della domanda dei volumi, come la chimica o l'acciaio, possono offrire opportunità interessanti. Invece settori come l'industria automobilistica e i beni di lusso devono affrontare questioni più strutturali ben lungi dall'essere risolte. Nel settore automotive la domanda rimane debole nel Vecchio Continente e continua a puntare sul motore a combustione interna contrariamente alle sempre più discusse normative europee.

Quanto al lusso, la riduzione dei volumi, dovuta in parte ai prezzi irragionevoli di alcuni prodotti e all'emergere del cosiddetto quiet luxury, si estende ben oltre la Cina. E nel caso di quest’ultima non ci sono motivi per cui l'ascesa dei marchi locali del lusso possa venire ostacolata da una potenziale ripresa dei consumi, anzi. Senza contare che il settore automobilistico e quello del lusso sono tra quelli più a rischio di un'intensificazione delle tensioni commerciali tra Europa e Cina. Non c’è dubbio che le misure annunciate dalle autorità cinesi rappresentino uno di quei punti di svolta che scandiscono regolarmente la vita dei mercati. (riproduzione riservata) *La Financière de l’Echiquier



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