Congedo di cinque giorni per i neo papà e tre giorni ogni mese di permesso retribuito per i genitori di figli disabili. Queste le principali novità introdotte dal Rescriptum ex audientia di Leone XIV, cioè il documento emesso dopo aver consultato in udienza il prefetto della Segreteria per l’Economia, il laico Maximino Caballero Ledo, che ha illustrato a papa Prevost le determinazioni assunte all’unanimità dal Consiglio dell’Ulsa, l’ufficio del Lavoro della Sede apostolica, composto da rappresentanti sia di diversi enti della Santa Sede e del Governatorato, sia dei rispettivi loro dipendenti.
Concretamente da oggi ogni dipendente del Vaticano «ha diritto a cinque giorni di permesso retribuito in occasione della nascita di un figlio, da intendersi come giorni lavorativi» che «possono essere usufruiti in via continuativa e/o frazionati per giornate intere e non a ore, entro e non oltre i trenta giorni dal verificarsi dell’evento». Al padre lavoratore dipendente spetta, per i cinque giorni, un trattamento economico pari al 100% della retribuzione.
Un passo importante per il Vaticano dove mancavano tutele in favore del nucleo familiare ma che non avvicina gli standard dello Stato d’Oltretevere alla normativa europea, dove i giorni di congedo parentale variano fino a un massimo di 30 giorni. In Italia, per esempio, il congedo di paternità obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti è di 10 giorni lavorativi.
Papa Leone XIV ha esteso anche gli assegni familiari, a tutti «i figli legittimi o legittimati od equiparati, maggiori ad anni 18 compiuti; nel periodo di studi secondari fino all’età massima di venti anni compiuti; o per tutta la durata degli studi universitari o di studi riconosciuti come equivalenti dalla Santa Sede, fino all’età massima di 26 anni compiuti».
Per quanto riguarda invece le previsioni per i bambini disabili, «i genitori, alternativamente, hanno diritto ogni mese a tre giorni di permesso retribuito, fruibili anche in modo continuativo, a condizione che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati». (riproduzione riservata)