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Fabio Panetta
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La lente di Panetta sulle banche. Bankitalia chiede prudenza in una fase di utili record per il settore

17 maggio 2024, 21:30 Ultimo aggiornamento: 21:46

Bankitalia vara misure nei confronti di alcuni istituti tra cui Bff, Banca di Credito Popolare e Mooney. La Vigilanza guarda a liquidità, npl, capitale e tecnologia del settore. E vuole che gli utili record siano usati anche per prepararsi alle sfide future

La Banca d’Italia è intervenuta nei giorni scorsi con misure rivolte a banche e istituti di pagamento (Bff, Banca di Credito Popolare, Mooney). La Vigilanza ha così confermato un’alta attenzione sul settore. Più in generale, al di là dei casi specifici, il governatore Fabio Panetta vuole che gli istituti italiani siano cauti in una fase di utili record: è questo il momento migliore per alzare le difese in vista di eventuali eventi straordinari che avrebbero impatto negativo sul credito e sull’economia.

Negli anni in cui era nel consiglio di Vigilanza Bce, Panetta si era opposto a eccessi nella svalutazione dei crediti deteriorati tali da penalizzare in modo non necessario i prestiti. Adesso il rischio è che i banchieri siano poco prudenti dopo anni di alti profitti ma anche di condizioni esterne irripetibili: basti pensare ai tassi alti (che presto scenderanno), all’abbondanza della liquidità Bce (in via di riassorbimento) e alle politiche economiche di contrasto alla crisi pandemica ed energetica (ormai terminate).

I casi Bff, Banca di Credito Popolare e Mooney

Per quanto riguarda i casi specifici, Bankitalia ha sospeso per Bff Bank la distribuzione di utili e le retribuzioni variabili dei manager dopo una recente ispezione. Via Nazionale ha contestato l’attuale classificazione dei crediti verso la pubblica amministrazione: per la banca potrebbe essere necessario più capitale per fronteggiare l’aumento dei prestiti scaduti. Bff ha fatto sapere che farà uso del patrimonio in eccesso e degli utili di quest’anno.

Inoltre nei giorni scorsi la Vigilanza ha adottato una misura di intervento precoce nei confronti di Banca di Credito Popolare, istituto con sede a Torre del Greco. È stata disposta la nomina di due commissari in temporaneo affiancamento al cda in carica. Nel 2023 ci sono stati interventi una tantum di riclassificazione contabile e di svalutazione di alcuni titoli in portafoglio: così il bilancio ha chiuso con un risultato netto negativo per 16,6 milioni di euro, anche se nel primo trimestre i conti hanno mostrato una ripresa.

Banca d’Italia ha poi vietato nei giorni scorsi a Mooney l’emissione di nuove carte di pagamento e l’apertura di nuovi conti di moneta elettronica fino a quando non saranno completate le verifiche sull’antiriciclaggio (i rilievi comunque non hanno impatto sulle carte in circolazione e sugli altri servizi).

La linea di Panetta

La filosofia generale di Panetta è quella indicata all’ultimo Forex: «Siccome è nei periodi di relativa tranquillità che si formano gli squilibri che poi emergono nelle fasi di debolezza congiunturale, già oggi dobbiamo interrogarci sui rischi che potremmo trovarci a fronteggiare domani». La Vigilanza guarda soprattutto a liquidità, crediti deteriorati, capitale e tecnologia.

In primo luogo, Bankitalia sta valutando i piani di liquidità, con particolare attenzione alle banche che hanno minore diversificazione della raccolta e che puntano sull’espansione dei depositi. «Le banche devono riabituarsi a un costo più elevato della provvista e tenerne conto nei piani di raccolta», ha detto Paolo Angelini, vicedirettore generale di Bankitalia in un’intervista nel numero speciale per i 35 anni di MF.

Per quanto riguarda i crediti deteriorati, l’aumento dei tassi si farà sentire su famiglie e imprese. Via Nazionale chiede alle banche prudenza nella classificazione dei crediti e specifici aggiustamenti (overlays) per rischi non sempre colti nei modelli. Su quest’ultimo punto i supervisori stanno facendo approfondimenti per diffondere le migliori pratiche.

Bankitalia prevede un graduale incremento del tasso di deterioramento dei prestiti che però dovrebbe restare molto inferiore a quello osservato nelle passate crisi. Allo stesso modo le rettifiche su crediti dovrebbero aumentare fino a un livello circa doppio rispetto a quello del 2023, ma comunque lontano dai massimi. Un fattore positivo è la contenuta vulnerabilità delle banche italiane per le esposizioni al settore immobiliare.

Quanto al capitale, l’aumento dei coefficienti patrimoniali dal 2020 è stato guidato dal calo delle esposizioni al rischio, anche per i prestiti garantiti dallo Stato. Il patrimonio è invece diminuito. Perciò Panetta ha chiesto alle banche al Forex di attingere agli utili eccezionali per rafforzare il capitale e la capacità di assorbire eventuali perdite future.

In tal senso una misura chiave è stata l’introduzione di una riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (systemic risk buffer) pari all’1% delle esposizioni ponderate (0,5% entro fine 2024 e un altro 0,5% entro fine giugno 2025). L’Italia era uno dei quattro Paesi in Europa a non avere buffer di questo tipo. «Da noi non si erano mai materializzate le condizioni per creare queste riserve», ha detto Angelini. «L’occasione si è presentata con gli elevati profitti registrati dalle banche l’anno scorso. La metafora del fieno in cascina sintetizza bene la ratio del provvedimento».

Nel 2023 le banche italiane hanno ottenuto utili per 32 miliardi e secondo Via Nazionale anche quest’anno saranno registrati profitti simili. Gli istituti hanno inoltre capitale libero per circa 47 miliardi. È perciò un buon momento per mettere da parte riserve da usare in caso di eventi imprevedibili, come sono stati pandemia e guerre. Muoversi in anticipo consente di minimizzare effetti prociclici nelle crisi che graverebbero sul credito. In vista ci sono anche le sfide per le banche legate alla tecnologia, su cui Panetta pone da tempo particolare attenzione. (riproduzione riservata)



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