Il nuovo pacchetto Sicurezza, un decreto-legge e un disegno di legge firmati dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri giovedì 5 febbraio alle 17. Come promesso, il governo guidato da Giorgia Meloni sta accelerando sull’approvazione del nuovo pacchetto dopo gli scontri a Torino al corteo di Askatasuna, sabato 1 febbraio.
Le misure in arrivo dovrebbero essere molte: dalla stretta sui coltelli per i minorenni, fino allo «scudo penale» per le forze dell’ordine, che prevede la non iscrizione nel registro degli indagati quando una lesione o un omicidio potrebbe essere stato compiuto per legittima difesa.
Resta il nodo del fermo preventivo di 12 ore nei confronti di manifestanti sospettati di essere pericolosi. La misura dovrebbe rimanere fuori quantomeno dal decreto, ma sul tema è ancora in corso un confronto tra il governo e il Quirinale. Una norma, però, fortemente chiesta e voluta dal leader della Lega, Matteo Salvini, che si era spinto a ipotizzare di estendere la durata del fermo a 48 ore.
Sempre in chiave ordine pubblico, è atteso il potenziamento del daspo urbano (Dacur) con l’estensione del divieto di accesso alle aree urbane a chi risulta denunciato o condannato per reati commessi durante le proteste di piazza. Il pacchetto sicurezza in arrivo dovrebbe poi introdurre multe ai genitori che omettono di vigilare sui figli minori responsabili di atti di violenza.
Si pensa infine di dare la possibilità, che oggi è prevista solo in casi eccezionali ed urgenti, ai prefetti di individuare delle «zone rosse» in aree caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità, dove non possono sostare soggetti segnalati dall’autorità giudiziaria per reati contro la persona, stupefacenti o per il porto di armi. (riproduzione riservata)