«Da 20 anni lavoriamo in un mercato, l'abbigliamento, che si è ridotto del 30%, da un lato a causa del progressivo impoverimento del Paese, dall'altro perché dobbiamo affrontare la concorrenza di palestre, viaggi... Ma c'è un settore che continua a crescere, la bellezza e su questo intendiamo investire». Le parole sono di Stefano Beraldo, ad di Ovs, che ha lanciato il progetto Shaka.
Si tratta del beauty concept di Ovs (Shaka significa «ciao» alle Hawaii), un progetto già presente in 450 punti vendita, che ha recentemente avviato un piano di aperture di negozi stand alone. E dove non sono presenti i grandi gruppi storici della bellezza, ma piccoli marchi indipendenti, come i coreani o quelli green del nord Europa.
Al momento sono stati aperti 3 negozi Shaka, «pensiamo di arrivare a 10 entro dicembre», ragiona Beraldo, «che confida di crescere almeno del 15% in un settore che vale già 100 milioni di ricavi in Ovs su 1,6 miliardi di fatturato». E che ha margini di guadagno (ebitda margin) quasi doppi rispetto all'abbigliamento: «A fronte di un investimento sotto al milione di euro a negozio Shaka, 100 metri quadrati dedicati al vestiario hanno un margine del 12-13%, siamo oltre al 20% nel caso della bellezza. Infatti il beauty sta crescendo del 20% da due anni», ragiona Beraldo. Il gruppo è partecipato al 31,6% da Tip e pubblicherà i conti (febbraio-aprile) il 17 giugno. Alla domanda se la bellezza soppianterà il settore del fashion, Beraldo sorride: «Corre senza dubbio, ma non credo».
Ovs ha chiuso il trimestre al 31 gennaio con un utile netto adjusted cresciuto del 2,6% a 77,9 milioni. Il cda ha proposto un dividendo di 0,11 (in stacco il 23 giugno), la società ha inoltre approvato una nuova tranche di buyback da 10 milioni di euro. La generazione di cassa al 31 gennaio è stata pari a 68,6 milioni, mentre l'indebitamento finanziario netto adjusted di 148,3 milioni, rispetto a 145,5 milioni al 31 gennaio 2024. (riproduzione riservata)