Oro sui massimi di giugno grazie al dollaro più debole e ai rendimenti dei Treasury Usa a 10 anni in calo, mentre gli investitori si concentrano sul percorso di politica monetaria della Fed dopo la riunione del 25-26 luglio. Il prezzo dell’oro è salito fino a 1.987 dollari l’oncia (+1,58%), il livello più alto dal 9 giugno.
«La posizione tecnica del mercato dell'oro è migliorata in modo significativo, c'è un forte supporto intorno a 1.950 dollari. L'oro può certamente muoversi verso i 2.000 dollari se i dati in arrivo suggeriscono che la Fed farà marcia indietro dopo un altro rialzo dei tassi questo mese", ha dichiarato Jim Wyckoff, analista di mercato senior presso Kitco.
I trader dell'oro hanno anche valutato i dati macro che hanno mostrato vendite al dettaglio negli Stati Uniti aumentate meno del previsto a giugno, anche se la spesa dei consumatori è apparsa solida, il che ha probabilmente tenuto a galla l'economia nel secondo trimestre del 2023. Se da un lato i dati macro hanno rafforzato l'idea che una Fed meno falco si materializzi entro la fine di quest'anno, il che aiuterebbe il metallo giallo, dall'altro i prezzi potrebbero scendere fino a 1.900 dollari se la banca centrale americana dovesse andare nella direzione opposta, ha aggiunto Wyckoff.
In effetti, concorda Peter Kinsella, Global Head of Forex Strategy di Ubp, c’è la possibilità che la Fed dichiari che sono possibili rialzi dei tassi in più riunioni consecutive «e questo porterebbe a un ulteriore ribasso, forse fino a livelli di circa 1.850 dollari per oncia. A nostro avviso, è più difficile che si manifesti un ulteriore ribasso al di sotto di questi livelli, perché non riteniamo che i rendimenti dei Treasury decennali abbiano ancora molto da guadagnare rispetto ai livelli attuali. Questo dovrebbe limitare il ribasso al di sotto dei 1.850 dollari per oncia e riteniamo che qualsiasi movimento verso livelli di circa 1.800 dollari per oncia rappresenti una chiara opportunità di acquisto».
Comunque, nel breve, ha precisato Giovanni Staunovo, analista di Ubs, l'oro potrebbe oscillare in uno stretto trading range fino a quando non ci sarà maggior chiarezza sul modo in cui la banca centrale statunitense considera i dati recenti. Gli economisti prevedono un altro rialzo dei tassi di 25 punti base nella riunione della Fed della prossima settimana. Mentre lunedì 17 luglio la Segretaria del Tesoro statunitense, Janet Yellen, ha detto di non aspettarsi che l'economia americana entri in recessione. (riproduzione riservata)