La Bce alza i tassi dal 2,25 al 2,5% per rispondere ai rischi al rialzo sull’inflazione legati al conflitto in Medio Oriente e al rincaro dell’energia. Si tratta del secondo aumento della banca centrale dopo quello di giugno.
I mercati ritengono che i rialzi proseguiranno nei prossimi mesi: gli operatori monetari vedono altre tre strette entro marzo-aprile.
«Il conflitto in Medio Oriente continua a generare pressioni sull’inflazione che dovrebbe mantenersi su livelli ben al di sopra dell’obiettivo per un periodo prolungato», ha spiegato la Bce che ha alzato anche le stime su carovita (per il 2027 e 2028) e crescita (per quest’anno e il prossimo) nell’Eurozona.
La presidente Lagarde ha detto in conferenza stampa a Berlino (in una riunione ospitata dalla Bundesbank) che l’inflazione resterà «ben al di sopra del target fino alla prima metà del 2027» e dovrebbe tornare intorno all’obiettivo del 2% «verso la fine del 2027».
I tassi dei titoli di Stato italiani sono saliti di 20 punti base sulla scadenza a due anni e di 9 su quella a 10 anni. I rendimenti sono aumentati in misura simile anche in altri Paesi Ue.
I mercati hanno scontato uno scenario di aumento del prezzo del petrolio (ha raggiunto 106 dollari al barile) e del gas (82 euro/mwh) che si trasferirà all’inflazione e obbligherà la Bce a intervenire con ulteriori strette. In particolare i prezzi del gas potrebbero pesare sul carovita in Europa.
I tassi stanno aumentando in tutto il mondo anche a causa della concorrenza delle Big Tech nelle emissioni e per i rendimenti più alti in Giappone che stanno spingendo gli investitori giapponesi (forti creditori a livello globale) a disinvestire all’estero orientandosi di più su asset domestici.
Gli operatori però potrebbero essere andati oltre i piani della Bce che resta ancorata alle decisioni «riunione per riunione» e non si è sbilanciata sulle mosse future.
«Non abbiamo discusso alcun possibile percorso futuro dei tassi», ha detto Lagarde. La discussione del consiglio direttivo, ha aggiunto, è rimasta «concentrata sulla decisione di oggi» che è arrivata «all’unanimità» ed è stata considerata un «no brainer» e «robusta in tutti gli scenari».
Secondo quanto trapelato, alcuni governatori non escludono un intervento già a ottobre, ma tutto resta legato in primis ai dati in arrivo e alla guerra in Iran.
La Bce vede rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso sulla crescita.
Lagarde ha detto che gli ultimi dati sono stati «una sorpresa» perché hanno mostrato un’economia più resistente delle attese e un’inflazione inferiore alle previsioni (3,3% ad agosto) che però potrebbe restare «più a lungo» su livelli alti.
Per il momento il rincaro dell’energia si è trasferito in modo limitato agli altri prezzi. Pure quelli alimentari, ha osservato la presidente Bce, finora sono aumentati meno delle aspettative, anche se la banca centrale prevede un’accelerazione nei prossimi mesi.
Intanto la crescita resta solida nell’Eurozona (+0,9% quest’anno secondo la Bce) soprattutto per il boom dell’AI e per le spese in difesa e infrastrutture.
La presidente della Bce non ha commentato la possibilità di un addio anticipato alla Bce né l’intervento della Fed sul mercato valutario: «Come tutti voi, ho visto la vendita di euro per acquistare yen per 500 milioni di euro».
Sulla cancellazione del debito invocata dal politico francese Jean-Luc Mélenchon, Lagarde ha detto che «è vietata dall’articolo 123 del Trattato Ue» e «non ha senso, né legalmente, né tecnicamente, né dal punto di vista finanziario».
Il presidente della Bundesbank Joachim Nagel, in conferenza stampa accanto alla presidente Bce, ha detto di essere «preoccupato» per le proposte dell’Afd, perché gli investitori esteri «saranno riluttanti a fare business» in Germania.
Quanto all’euro digitale, Lagarde ha sottolineato che «chi non controlla la propria infrastruttura dei pagamenti è potenzialmente vulnerabile».
Infine riguardo all’uscita a fine gennaio dell’autobiografia, Lagarde ha detto che «non conterrà nulla sulla politica monetaria» e che «qualsiasi attività di marketing sarà durante i fine settimana oppure in giorni di ferie, in modo che non venga confusa con i doveri alla Bce». Ma resta da vedere se a inizio 2027 Lagarde sarà ancora al vertice della banca centrale. (riproduzione riservata)