Il governo ha approvato un pacchetto di riforme «epocale che coinvolge i circa 2,2 milioni di iscritti agli ordini professionali in Italia, attuando un lavoro di armonizzazione e restyling delle leggi per le professioni ordinistiche», ha spiegato a MF-Milano Finanza Marta Schifone, capogruppo in Commissione Lavoro per Fratelli d’Italia e responsabile nazionale Professioni. Il tutto con l’obiettivo di «rendere le professioni più attrattive e tutelare maggiormente donne e giovani».
Domanda. Entrando nello specifico di provvedimenti, quali sono le modifiche più rilevanti contenute nel ddl forense?
Risposta. La legge delega per la riforma dell’ordinamento forense rappresenta uno strumento normativo di particolare complessità e ambizione, che mira a riscrivere integralmente la disciplina della professione di avvocato attraverso una metodologia legislativa articolata e partecipativa. Il testo si configura come una vera e propria carta costituzionale della professione forense, delineando non solo gli aspetti procedurali della delega governativa, ma soprattutto i principi fondamentali e i criteri direttivi che dovranno orientare la futura riforma e, di conseguenza, l’avvocatura tutta. Molto è orientato verso le classi cosiddette più «deboli» della professione: giovani e donne. Quelle cioè che in questi anni hanno subito un depauperamento e la cosiddetta «proletarizzazione». Si è intervenuti in questa direzione sul tirocinio, sull’accesso alla professione, sulle incompatibilità e sulla disciplina della monocommittenza. Un grande lavoro di cui siamo particolarmente fieri e orgogliosi, fortemente voluto dal Ministro Nordio e seguito da vicino dal Sottosegretario Delmastro.
D. Quali sono invece le principali novità introdotte dalla riforma delle professioni sanitarie?
R. Il provvedimento interviene in modo organico sulle criticità che da lungo tempo interessano le professioni del settore sanitario: dalla segmentazione dei ruoli professionali alle disparità di genere, generazionali e territoriali, dall’assenza di una pianificazione strutturata all’urgenza di ripensare completamente l’architettura formativa e normativa del settore. Una trasformazione che recepisce il documento conclusivo dell’inchiesta conoscitiva condotta dalla Commissione Affari Sociali, che ha messo in luce le fragilità sistemiche e definito gli interventi necessari per il loro superamento. Assume particolare importanza l’attenzione rivolta alla valorizzazione degli operatori sanitari, non soltanto sotto l’aspetto retributivo ma principalmente mediante il riconoscimento delle competenze specialistiche, l’evoluzione dei percorsi professionali e l’istituzione di condizioni lavorative più competitive all’interno del Sistema Sanitario Nazionale. L’intervento normativo costituisce un approccio pionieristico che supera la mera questione delle risorse economiche, pur riconoscendo gli investimenti senza precedenti già realizzati sul finanziamento sanitario, e mira a edificare un sistema sanitario più performante, equo e preparato alle sfide scientifiche e tecnologiche future. E per questo ringraziamo il Ministro Schillaci ed il Sottosegretario Gemmato.
D. È stato avviato anche l’esame del ddl dottori commercialisti. Di cosa ha bisogno il comparto?
R. Una riforma anche questa attesa da oltre vent’anni, tutta incentrata a salvaguardare il ruolo chiave di questi professionisti nel nostro sistema economico-fiscale in continua trasformazione. Il cuore della riforma segue alcune direttrici: rafforzare il ruolo dei professionisti nei processi tributari, societari e finanziari; semplificare e modernizzare l’accesso alla professione, accorciando i tempi per i giovani nonché rinnovare le regole di governance degli Ordini, introducendo più ricambio generazionale, equilibrio di genere e voto digitale. E ancora potenziare le garanzie a favore di imprese e cittadini, anche con sistemi assicurativi collettivi e adeguare la disciplina italiana agli standard europei e internazionali. (riproduzione riservata)