Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze, caldeggia la possibilità di fare offerte in chiesa tramite pagamenti digitali. E lo fa senza girarci attorno, parlando durante l’evento di Nexi a Roma, organizzato per il lancio di «Dona Italia», un QR-code a forma di cuore, pensato per semplificare le donazioni.
«All’estero normalmente le offerte in Chiesa si possono fare con il Pos, invece in Italia, questo non è molto d’uso», ha detto il ministro. «Mi hanno spiegato che la parrocchia deve essere iscritta al Terzo settore (dunque soggetta alla fiscalità, seppur agevolata, ndr). Quindi questo è un segnale che mandiamo alla Cei, visto che ogni tanto ci tirano dei pizzicotti, di intensificare questo tipo di presenza. Speriamo che il progetto abbia successo», ha aggiunto il ministro mandando un «cordiale saluto al Cardinale Matteo Maria Zuppi».
La donazione, poi, il ministro l’ha fatta davvero (di 100 euro, ma non alla Cei). Giorgetti è stato infatti la prima persona a utilizzare ufficialmente il Qr-Code a forma di cuore lanciato da Nexi: strumento sicuro e accessibile a tutti gli enti del Terzo settore. Comparto che, secondo l’indagine svolta dall’Istituto Italiano della Donazione, vale il 4,4% del pil italiano (circa 84 miliardi di euro) posizionandosi come quarta economia tricolore.
Tuttavia dal 2008 al 2023 il numero di donatori in Italia è calato del 10%. Un segno evidente che il terzo settore deve trovare modalità per la raccolta fondi che siano più semplici, immediate e in linea con le abitudini digitali dei cittadini. Interpellati sulla loro propensione a donare dichiarano che questa sarebbe maggiore se le associazioni gli consentissero di farlo attraverso modalità digitali (29%).
Nonostante nel 2024 i pagamenti digitali in Italia abbiano superato per la prima volta il contante in termini di valore transato, nel terzo settore permane ancora una forte dipendenza dal denaro fisico: durante gli eventi in presenza, il 43% delle donazioni avviene ancora in contanti, contro il 21% tramite Pos e smartphone e il 17% attraverso strumenti di pagamento online.
Tra gli oltre 126 mila enti del terzo settore iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (in gran parte con entrate annue inferiori ai 200 mila euro), secondo l’indagine dell’Osservatorio, si riscontra ancora una scarsa digitalizzazione. Eppure il 53% degli intervistati ha già utilizzato almeno una volta strumenti digitali per le proprie donazioni, considerandoli pratici, rapidi e sicuri.
«Con questo progetto Nexi conferma l’impegno nel mettere la propria tecnologia al servizio dell’inclusione, della trasparenza e dell’efficienza. L’obiettivo è supportare gli enti del Terzo settore nell’adozione di soluzioni digitali semplici, sicure e accessibili, che ne valorizzino l’impatto sociale e ne potenzino la capacità operativa», ha dichiarato Marcello Sala, presidente di Nexi. «Siamo un’infrastruttura strategica del Paese, a supporto non solo del sistema economico, ma anche di quei settori che rappresentano un pilastro fondamentale per la coesione sociale e lo sviluppo sostenibile dell’Italia». (riproduzione riservata)