Titanbay rafforza la propria presenza in Italia e nomina Ludovico Buffo alla guida del wealth management nel Paese. Buffo avrà il compito di sviluppare le partnership con banche, asset manager e family office italiani, con l’obiettivo di permettere ai loro clienti di accedere ai private market attraverso un’infrastruttura progettata per le caratteristiche di questa asset class.
Secondo Titanbay, in Italia i clienti wealth hanno adottato i private market più rapidamente rispetto alla maggior parte degli altri Paesi europei. A frenare lo sviluppo del mercato italiano, secondo la società, non sarebbe quindi l’interesse degli investitori, quanto la carenza dell’infrastruttura operativa e tecnologica necessaria per collocare questi fondi.
L’obiettivo affidato a Buffo sarà colmare questo divario, lavorando con banche, wealth manager e asset manager per portare i fondi di private market ai loro clienti riducendo i processi manuali e i rischi operativi legati alla distribuzione.
«I wealth manager italiani vogliono i private market. Il freno non è mai stato costituito dalla domanda, bensì dall'infrastruttura», dichiara Sheryl Needham, Global Head of Sales di Titanbay. «Ludovico conosce entrambi gli aspetti della questione: il razionale dell'investimento e la tecnologia che serve per realizzarlo. È la persona giusta per costruire la nostra presenza in Italia».
Buffo unisce esperienza nel campo degli investimenti e competenze tecnologiche. Prima di entrare in Titanbay ha lavorato in MainStreet Partners, dove ha affiancato banche e sgr italiane sui temi Esg, dati e investimenti.
In precedenza, in Russell Investments, si è occupato di sviluppo commerciale nel segmento istituzionale e di investimenti sostenibili. Ha iniziato la propria carriera sul trading floor di Crédit Agricole Cib.
«I clienti italiani sono pronti per i private market e i loro consulenti lo sanno. La vera questione è come proporli su larga scala e senza rischio operativo», afferma Buffo. «È questo che mi ha portato in Titanbay. Sono felice di poter offrire a banche e wealth manager italiani un modo ottimale per distribuire questi fondi ai loro clienti». (riproduzione riservata)