Proxima Fusion mette un altro tassello per arrivare alla costruzione della prima centrale a fusione nucleare in Europa. La startup europea che sviluppa una soluzione di fusione nucleare nata a Monaco di Baviera da cinque fondatori tra cui due italiani, il ceo Francesco Sciortino e il coo Lucio Milanese, ha firmato il memorandum of understanding con lo Stato della Bassa Sassonia per realizzare una produzione industriale su larga scala di nastro superconduttore ad alta temperatura (Hts) nella Bassa Sassonia.
Si tratta di un componente essenziale per gli stellarator commerciali, a partire dal primo dimostrativo «Alpha», e per le centrali a fusione nucleare basate proprio sugli stellarator, a partire dalla prima chiamata «Stellaris».
L’accordo prevede la valutazione di potenziali siti nella Bassa Sassonia, l’istituzione di una struttura di sostegno e finanziamento basata su tappe fondamentali, l’agevolazione delle procedure autorizzative e lo sviluppo di partnership con aziende, comuni e istituti di ricerca.
L’impianto creerà posti di lavoro e valore industriale, oltre a gettare le basi per creare una catena di approvvigionamento europea. Le prime due fasi del progetto si estenderanno fino alla fine del 2029 e prevedono un investimento di circa 140 milioni di euro, metà con investimenti privati e metà pubblici. Lo Stato della Bassa Sassonia metterà a disposizione 21 milioni, pari a circa il 30% del contributo pubblico previsto.
Il nastro Hts è un nastro metallico che diventa superconduttivo a temperature elevate, diventando in grado di trasportare corrente elettrica praticamente senza perdite di resistenza in quello stato. In questo modo è possibile realizzare elettromagneti eccezionalmente potenti e compatti che, all’interno degli stellarator, generano i campi magnetici che confinano e controllano il plasma estremamente caldo in un impianto di fusione.
Il sito produttivo previsto sarà il primo del suo genere in Germania e in Europa, visto che attualmente il nastro Hts viene prodotto su scala industriale principalmente in Asia. La capacità produttiva Hts, inoltre, sarà utile anche per altre applicazioni come reti elettriche ad alte prestazioni, diagnostica e terapia per immagini, sistemi di propulsione avanzati e altre tecnologie basate su magneti ad alto campo.
I piani di Proxima, per ora, prevedono circa 20 mila chilometri di nastro Hts per Alpha (atteso entro il 2030) e altri 40 mila chilometri per Stellaris (attesa entro la fine degli anni ‘30). I volumi di acquisto a lungo termine saranno fondamentali per aumentare la produzione, mantenere le competenze manifatturiere e ridurre il costo al metro.
Proxima Fusion sta conducendo trattative con diversi partner tecnologici internazionali per portare in Bassa Sassonia competenze consolidate nella produzione di Hts e le relative capacità produttive.
«Il nastro Hts è una delle tecnologie fondamentali necessarie per scalare rapidamente la fusione a livello industriale. Alpha e Stellaris creeranno la domanda necessaria per sviluppare localmente questa competenza produttiva. La Bassa Sassonia dispone della base industriale, delle competenze energetiche e della determinazione politica per trasformare una dipendenza dalla catena di approvvigionamento in un punto di forza strategico duraturo per la Germania e l’Europa», commenta Sciortino.
«Stiamo trasformando la Bassa Sassonia in un pioniere nella produzione europea di Hts. Ciò non solo sosterrà gli ambiziosi obiettivi della Germania in materia di energia da fusione, ma porterà anche nel nostro Stato una produzione avanzata, nuovo valore economico, posti di lavoro altamente qualificati e competenze tecnologiche, con il potenziale di generare effetti positivi in termini di innovazione in molti altri settori», aggiunge Olaf Lies, presidente della Bassa Sassonia. (riproduzione riservata)