I dazi di ritorsione del Canada sui prodotti statunitensi sono entrati in vigore martedì, dopo il fallimento dei negoziati commerciali il mese scorso, mentre i rapporti tra Washington e Ottawa continuano a deteriorarsi.
Le tariffe vanno dal 15% al 50% e riguardano prodotti statunitensi per un valore complessivo di 27,6 miliardi di dollari, tra cui latticini, attrezzature agricole, carta, elettrodomestici ed elettronica. I dazi canadesi su acciaio, alluminio e prodotti in ferro statunitensi sono raddoppiati al 50%, mentre anche mobili e abbigliamento sono stati colpiti dall'aliquota più elevata.
Il Canada ha definito la misura una risposta «dollaro per dollaro» ai dazi statunitensi sui propri prodotti, colpiti dalle tariffe introdotte ai sensi della Section 338. Il ministero delle Finanze canadese ha spiegato che l'obiettivo è proteggere lavoratori, produttori e aziende manifatturiere canadesi, consentendo loro di competere meglio con i prodotti statunitensi venduti sul mercato interno.
Restano in vigore gli altri dazi canadesi di ritorsione nei confronti degli Usa, compresa l'aliquota del 25% sul settore automobilistico, particolarmente sensibile sul piano politico. I negoziati commerciali tra i due storici alleati sono naufragati alla fine di agosto. I funzionari di entrambe le parti si sono accusati a vicenda del mancato accordo, esprimendo pubblicamente posizioni divergenti anche sulle aree nelle quali non è stato possibile trovare un compromesso.
Lunedì il presidente Usa Donald Trump ha chiesto il boicottaggio del produttore canadese di aerei Bombardier, scrivendo sul social Truth: «NON VENDERE PIÙ BOMBARDIER NEGLI STATI UNITI!».
Gli Usa hanno esportato in Canada nel 2025 beni per 333,6 miliardi di dollari e ne hanno importati per 381,9 miliardi. I due Paesi commerciano in molti settori comuni, tra cui energia, veicoli, macchinari pesanti, aeromobili, farmaceutica, pietre preziose e gioielli, mobili, abbigliamento e un'ampia gamma di prodotti alimentari e bevande.
Secondo gli economisti, anche se i prodotti interessati rappresentino una quota relativamente ridotta degli scambi complessivi, le piccole e medie imprese e quelle attive nei settori maggiormente colpiti rischiano di subire un forte contraccolpo. Il mese scorso Ottawa ha annunciato un pacchetto di sostegno da 7,5 miliardi di dollari per imprese e lavoratori, che si aggiunge ai 25 miliardi già stanziati in risposta all’offensiva globale sui dazi Usa iniziata nell'aprile 2025. (riproduzione riservata)