La statunitense Qualcomm ha siglato una partnership con Amazon per lo sviluppo di chip per data center dedicati all’AI e di altri prodotti correlati. L’ultimo segnale degli sforzi di Qualcomm per diversificare la propria attività oltre gli smartphone, mentre deve affrontare la perdita del business dei modem di Apple, l’aumento dei costi dei componenti e la domanda più debole di telefoni cellulari.
L’accordo, in sintesi, prevede che il colosso dell’e-commerce possa diventare acquirente di chip e prodotti Qualcomm per data center AI per un valore complessivo fino a 60 miliardi di dollari, in cambio dell’emissione da parte del gigante californiano di warrant per un valore di 4 miliardi di dollari. Tali warrant conferiscono ad Amazon il diritto di acquistare azioni Qualcomm a 161,26 dollari ciascuna, con uno sconto del 7% rispetto alla chiusura dell’8 settembre a Wall Street.
Le due società lavoreranno su chip per l’inferenza AI, un mercato in rapida crescita incentrato sull’esecuzione di modelli di intelligenza artificiale addestrati che è diventato un campo di battaglia chiave tra le aziende produttrici di semiconduttori in un momento in cui il chip AI proprietario di Amazon, «Trainium», ha riscosso molto successo.
Oltre ai chip, l’intesa comprende un’ampia gamma di tecnologie di comunicazione, tra cui ricetrasmettitori ottici con una larghezza di banda fino a 1,6 terabit al secondo, progettati per rispondere alla domanda in aumento di trasferimento dati proveniente dai data center dedicati all’intelligenza artificiale. L’accordo segue la partnership recente tra Marvell e Google sui chip AI personalizzati.
«Riteniamo che la notizia sia positiva per l’intera filiera dei data center, sia per quanto riguarda l’hardware di calcolo sia per l’infrastruttura dei data center», sottolineano Gianmarco Bonacina, Head of Research di Banca Akros, e Andrea Todeschini, analista della stessa banca d’affari.
Inoltre, proseguono i due esperti, la partnership comprende una componente rilevante di hardware per la connettività, in particolare i ricetrasmettitori ottici, «elemento che rafforza l’importanza della connettività nella spesa complessiva destinata ai data center».
Tra i titoli italiani seguiti, i due esperti segnalano Technoprobe, coperta con un rating buy e un target price a 40 euro, esposta al testing dei chip AI e, in prospettiva, alla silicon photonics, e StMicroelectronis (buy e target price a 70 euro), con un’esposizione ai sistemi di alimentazione e alla connettività per data center. (riproduzione riservata)