Mentre la Gran Bretagna, che ha il secondo costo di finanziamento pubblico più elevato tra le economie avanzate, ha venduto in asta l’8 settembre 4,25 miliardi di sterline di obbligazioni a 30 anni con il rendimento più alto in assoluto al 5,8168% a fronte di ordini boom per 85 miliardi, Amazon ha incaricato alcune banche di gestire la sua prima emissione di obbligazioni in sterline.
L’operazione, che potrebbe essere lanciata già il 9 settembre, sarà in più tranche con scadenze a 3, 6, 12 e 19 anni. Non è trapelato l’importo che Amazon intende raccogliere con questi bond. A gestire il collocamento, volto a raccogliere finanziamenti per sostenere l’espansione delle infrastrutture legate all’intelligenza artificiale, saranno JP Morgan, Barclays, Hsbc e NatWest.
A febbraio Alphabet, la casa madre di Google, ha raccolto 5,5 miliardi di sterline grazie a un bond in più tranche (una a 100 anni). Mentre ad agosto ha piazzato 5,5 miliardi di dollari australiani di debito attraverso un’operazione articolata su più tranche (3, 5, 10 e 20 anni). Il rendimento della tranche a 20 anni è stato fissato al 6,98%, la cedola più alta mai pagata dal gigante Usa, a conferma di come la necessità di liquidità da parte degli hyperscaler in tutto il mondo stia facendo aumentare il costo del finanziamento praticamente ovunque.
Amazon ha previsto 220 miliardi di dollari di investimenti quest’anno e il ceo, Andy Jassy, ha dichiarato che la maggior parte sarà destinata all’AI. Già a marzo il gruppo statunitense aveva fatto il suo primo ingresso sul mercato del debito ma in questo caso in euro, realizzando la più grande emissione corporate di sempre in questa valuta. Da allora ha fatto ricorso anche ai bond in franchi svizzeri, con un’emissione record in sei tranche, e in yen per diversificare le proprie fonti di finanziamento.
Nel 2026 Amazon è il maggior emittente obbligazionario tra i cosiddetti hyperscaler, avendo collocato titoli per un valore superiore a 92 miliardi di dollari. Ora però gli investitori sono più cauti, considerata la frequenza e le dimensioni di queste emissioni. Non a caso le operazioni più recenti hanno registrato una domanda più debole e sono state prezzate con spread più ampi, facendo aumentare il costo del debito.
Le emissioni degli hyperscaler, soprattutto quelle con scadenze più lunghe, hanno contribuito a spingere al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato a livello globale, in un segmento storicamente dominato dai governi. (riproduzione riservata)