Stop alla saturazione virtuale della rete elettrica, ingolfata da domande di connessione legate a progetti che poi non vengono portati avanti. I dati Econnextion aggiornati al 31 luglio 2026, in coincidenza con l’impennata dei consumi, danno la misura del fenomeno. Le domande presentate a Terna ammontano a circa 314,2 Gw per gli impianti rinnovabili e a 289,7 Gw per gli accumuli, per un totale superiore a 603 Gw. Ma adesso si cambia: stanno per arrivare le nuove regole che faranno ordine, misurando la capacità effettivamente disponibile sulla rete.
A stabilire il meccanismo è il decreto firmato l’8 settembre dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto. A Terna spetterà il compito di suddividere la rete di trasmissione nazionale in microzone e indicare per ciascuna quanta nuova potenza può essere accolta, e attraverso quali collegamenti. La società guidata dall’ad Pasqualino Monti dovrà comunque mettere a disposizione una capacità complessiva per almeno il 150% degli obiettivi previsti al 2030 dal Testo Unico sulle Rinnovabili.
Non sarà dunque l’operatore a chiedere un punto preciso sul quale prenotare capacità. Sarà il gestore della rete a mettere a disposizione un insieme di soluzioni tecnicamente possibili, indicando la potenza disponibile e le infrastrutture necessarie. L’operatore sceglierà poi la soluzione più adatta al proprio progetto durante apposite finestre periodiche, le cosiddette open season. Dopo il calo degli incentivi, insomma, il settore si prepara ad altre novità.
Per ogni punto di connessione Terna dovrà specificare se la capacità è già disponibile o se potrà essere utilizzata soltanto dopo costruzione o potenziamento della rete. In questo secondo caso andrà reso noto anche lo stato di avanzamento della progettazione, dell’iter autorizzativo e della realizzazione dell’infrastruttura. La scelta effettuata dall’operatore porterà al rilascio di un’attestazione della soluzione di connessione, che però non rappresenterà ancora l’assegnazione definitiva della capacità e del punto di collegamento. Servirà invece al proponente per avviare l’iter amministrativo necessario alla costruzione dell’impianto. Dal momento in cui accetterà la soluzione, l’operatore avrà 90 giorni per presentare la procedura semplificata o la domanda di autorizzazione unica. La capacità verrà riservata definitivamente soltanto dopo il conseguimento del titolo. Se il proponente non avvierà l’iter entro i termini previsti, se la procedura avrà esito negativo oppure se il titolo decadrà, anche la soluzione di connessione potrà perdere efficacia. (riproduzione riservata)