Abp Nocivelli intende entrare nel segmento dei data center per aprire una nuova fase di crescita e presidiare uno dei mercati più dinamici dell’economia digitale. «Negli anni abbiamo sviluppato l’efficienza energetica negli immobili pubblici, soprattutto in ambito sanitario, e nelle infrastrutture, quindi autostrade e ferrovie. Ora vogliamo aprire un nuovo capitolo: quello dell’efficienza energetica nei data center», sottolinea a MF-Milano Finanza l’ad, Nicola Turra.
In particolare, «ci impegneremo su due fronti. Il primo come impresa partner di sviluppatori per la realizzazione degli impianti, l’efficientamento e la gestione per l’intero ciclo di vita degli impianti stessi. Il secondo in qualità di sviluppatori perché abbiamo alcune aree dismesse di proprietà dell'azienda e degli azionisti dove poter sviluppare data center». Così da diversificare rispetto al core business che fa capo a due divisioni: Plant Construction (impiantistica nell’ambito di opere pubbliche e concessioni) e Services (efficienza energetica, gestione dell’energia e facility management), rivolte a una clientela quasi sempre pubblica: ospedali, comuni e province, oltre a società a controllo statale come Terna, Enel, Rfi e Leonardo.
«Nei prossimi anni la gestione energetica sarà molto importante. Quindi vogliamo essere presenti e utilizzare quanto sviluppato negli altri settori, visto che la tecnologia e il know-how sono gli stessi. Si tratta solo di allargare il nostro perimetro imprenditoriale. In quest’ottica stiamo elaborando dei preventivi con alcuni partner sul territorio bresciano», spiega Turra. Difficile quantificare ora l’impatto di queste iniziative sui conti. «Le aree nella periferia di Brescia e in provincia a nostra disposizione sono in grado di ospitare data center molto grandi, per ora abbiamo dato l’incarico a un nostro ufficio di studiarne lo sviluppo e preparare un piano industriale».
Naturalmente questo significherà assumere figure professionali molto qualificate, «ma già lo stiamo facendo per il nostro core business, a fronte di investimenti annuali che continueranno a crescere. Anche perché con un portafoglio ordini di circa 2 miliardi, contiamo di raddoppiare il fatturato nei prossimi due anni».
È il momento giusto visto che l’azienda può contare su un flusso di cassa rilevante, con una posizione finanziaria netta positiva di 70 milioni, quindi non ha debito. Anche per questo la porta resta sempre aperta a eventuali acquisizioni, «nonostante la società sia cresciuta per linee interne grazie soprattutto alle gare d’appalto molto competitive nella pubblica amministrazione che ci permettono di acquisire nuovi contratti e concessioni. Oltre al portafoglio ordini già esistente, gli ospedali Molinette di Torino e Città della Salute di Novara determineranno un incremento significativo del valore della produzione a partire dal 2027 e per i quattro anni successivi, si tratta di progetti molto importanti del valore di 400/500 milioni e il periodo di concessione dura 30 anni».
Abp Nocivelli si aggiudica questi mandati grazie alla capacità di coprire l’intero ciclo di vita di una struttura. Inoltre, a Brescia ci sono quattro ospedali di nuova realizzazione, progetti che vanno dai 300 milioni ai 600 milioni di investimento, «una possibilità enorme nel nostro mercato tradizionale. Abbiamo anche partecipato ad alcune gare per la P.A. in Liguria e in Lombardia da cui ci aspettiamo un esito entro quest'anno, al massimo il primo semestre del 2027».
Il ragionamento sarà diverso con i data center «dove vaglieremo anche le opportunità che il mercato offre senza però indebitarci», precisa l’ad, soddisfatto del bilancio d’esercizio 2026 (chiude il 30 giugno e sarà pubblicato il 28 settembre), «in linea con le previsioni. Un risultato ottenuto senza l'utilizzo del portafoglio ordini che si svilupperà nei prossimi esercizi».
KT&Partners, che copre l’azione con add e un fair value a 9,20 euro, si aspetta ricavi a 87,7 milioni, +8% su base annua, un utile di 11,7 milioni (da 11,5 milioni) e cassa netta per 68,7 milioni. Agli azionisti, assicura Turra, verrà distribuito anche in questo esercizio un dividendo. Peccato che il mercato sottostimi Abp Nocivelli (-2,4% in un anno). «Nonostante un portafoglio ordini di 2 miliardi, 70 milioni di cassa, concessioni che durano fino al 2055 e un’azienda in utile fino al 2055, il mercato non ci ha premiato, mi chiedo se lo farà», conclude Turra, «quando le ultime operazioni annunciate cominceranno a vedersi in bilancio».
(riproduzione riservata)