Poche ore dopo l’adozione di un piano di conquista da parte del governo, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver iniziato l’invasione di Gaza City. «Le nostre forze controllano già la periferia della città», ha affermato il portavoce delle Idf, il generale di brigata Effie Defrin, mentre il premier Benjamin Netanyahu ha ordinato di accelerare le operazioni per conquistare le ultime roccaforti di Hamas a Gaza. Settanta morti in sole 24 ore.
Si parla di decine di migliaia di soldati per invadere una delle ultime zone della Striscia non ancora occupate militarmente, mentre il portavoce delle Idf ha ha annunciato di aver iniziato a dare i «primi avvertimenti» alle autorità sanitarie e alle organizzazioni internazionali nella Striscia di Gaza settentrionale, in vista dell’offensiva pianificata a Gaza City. Alcuni ufficiali dell’amministrazione di coordinamento e collegamento del Cogat a Gaza hanno intimato ai funzionari sanitari e ai gruppi umanitari nella parte settentrionale dell’enclave palestinese «di prepararsi allo spostamento della popolazione verso la Striscia di Gaza meridionale». «Vi sto parlando della possibilità che l’esercito entri a Gaza City. Ci sarà un’evacuazione completa da Gaza verso la Striscia meridionale», spiega la voce di un ufficiale del Cogat in una telefonata con un funzionario sanitario a Gaza, secondo una trascrizione fornita dalle Idf.
Una mossa questa, che si svolge sullo sfondo di una proposta di Hamas, sostenuta dai mediatori Egitto e Qatar, per un accordo parziale che includerebbe il rilascio di 10 ostaggi viventi e un cessate il fuoco di 60 giorni. Proposta di cessate il fuoco a cui Israele deve ancora dare una risposta formale.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato, intanto, che l’esercito israeliano prenderà il controllo totale della Striscia di Gaza, indipendentemente da un’eventuale intesa con Hamas. In un’intervista a Sky News, Netanyahu ha affermato: «Lo faremo in ogni caso, non c’è alcun dubbio: Hamas non resterà a Gaza». Il premier ha inoltre sottolineato che la guerra è ormai prossima alla conclusione, definendola «una guerra su sette fronti che include l’Iran e le sue milizie alleate». Il premier israeliani ha, poi, ribadito che Israele continuerà le operazioni militari fino a garantire il pieno controllo sulla regione e la rimozione della leadership di Hamas.
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha chiesto un cessate il fuoco immediato a Gaza, dopo che Israele ha annunciato i primi passi dell’operazione. «È fondamentale raggiungere immediatamente un cessate il fuoco a Gaza per evitare la morte e la distruzione che un’operazione militare contro Gaza City causerebbe», ha dichiarato Guterres che ha nuovamente chiesto il rilascio incondizionato degli ostaggi tenuti da Hamas. Il numero uno dell’Onu ha sollecitato inoltre Israele a revocare la decisione di espandere la costruzione di insediamenti «illegali» in Cisgiordania.
Il governo israeliano ha annunciato proprio il 20 agosto, infatti, anche l’approvazione di un piano per l’insediamento di nuove colonie illegali nel territorio a Est di Gerusalemme. Il nuovo blocco di colonie, chiamato E1, di fatto spaccherebbe in due la Cisgiordania, o West Bank, e renderebbe quasi impossibile immaginare il territorio di uno Stato palestinese.
Anche l’Unione Europea «respinge qualsiasi tentativo di cambiamenti territoriali o demografici nella Striscia di Gaza; per quanto riguarda Hamas, mantiene inoltre una posizione chiara secondo cui non deve avere alcun ruolo nel futuro governo e nella sicurezza di Gaza». Lo ha affermato la portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anita Hipper, nel briefing con la stampa, commentando l’offensiva israeliana a Gaza. «Sui piani del governo israeliano di procedere con l’operazione militare a Gaza, anche la presidente» della Commissione europea, Ursula von der Leyen, «si è espressa chiaramente in merito. Posso fare riferimento a un suo intervento di inizio mese, in cui ha affermato che la decisione del governo israeliano di prolungare ulteriormente l’operazione militare a Gaza deve essere rivista», ha sottolineato la portavoce aggiunta della Commissione Ue, Arianna Podestà. «Allo stesso tempo - ha aggiunto - deve esserci il rilascio di tutti gli ostaggi detenuti in condizioni disumane, e gli aiuti umanitari devono avere accesso senza ostacoli a Gaza per fornire ciò che è urgentemente necessario sul terreno. È necessario un cessate il fuoco immediato». (riproduzione riservata)