Il numero uno di Nvidia, Jensen Huang, ha venduto altre 75 mila azioni della società, leader nel mercato dei chip avanzati, nella seduta del 18 luglio 2025. Nelle tasche di Huang sono così entrati circa 12,94 milioni di dollari. L’operazione rientra in un piano di vendita più ampio, avviato a marzo, che prevede la cessione fino a 6 milioni di titoli.
Pochi giorni prima Huang aveva già venduto un pacchetto di 225 mila azioni dal valore complessivo di circa 37 milioni di dollari, come risulta dai documenti depositati alla Security and Exchange Commission (Sec). Prima dell’avvio di questo maxi piano di vendite, il ceo di Nvidia non cedeva titoli della società dal 2015.
Negli ultimi 12 mesi, Huang non è stato il solo a vendere sul mercato. Nel complesso, il management di Nvidia ha ceduto azioni per circa 1 miliardo di dollari, con 500 milioni venduti solo a giugno 2025.
Le vendite arrivano in un momento d’oro per Nvidia. La domanda esplosiva di chip per l’intelligenza artificiale ha fatto schizzare il valore della società, spingendo la sua capitalizzazione oltre i 4.000 miliardi di dollari, un record assoluto. Parallelamente, anche la ricchezza personale del suo fondatore è cresciuta vertiginosamente. La domanda che sorge ora, anche alla luce delle scelte di Huang e degli altri top manager, è se – e quanto – Nvidia possa crescere ancora.
Gli ultimi risultati del gruppo hanno mostrato un giro d’affari record nel primo trimestre 2025, con un fatturato di 44,1 miliardi (+69%) e utili per 19,9 miliardi. Le prossime indicazioni arriveranno il 27 agosto, quando Nvidia pubblicherà i dati relativi al secondo trimestre fiscale, e gli analisti di Wedbush prevedono una performance «molto solida» che potrebbe continuare a sostenere il titolo. Secondo Wedbush, Nvidia potrebbe avanzare ancora e arrivare a una market cap di 5.000 miliardi di dollari, un livello mai toccato da nessuno, entro il 2026.
Nella cavalcata perfetta del gruppo americano, un freno potrebbe arrivare dalle restrizioni al mercato cinese, anche se Nvidia ha annunciato che presto riprenderà le vendite dei chip H20 in Cina. Questi processori, meno potenti degli altri prodotti del gruppo, sono progettati ad hoc per il mercato cinese ma erano stati bloccati a causa delle restrizioni imposte dalle autorità americane. Ora, però, Washington ha fatto sapere che concederà le necessarie autorizzazioni all’export. (riproduzione riservata)