La maggior parte dei mercati azionari asiatici è scesa in attesa di una serie di dati economici cinesi e dei segnali di politica monetaria da parte di alcuni esponenti della Federal Reserve, Jerome Powell in primis. L'indice cinese Shanghai Composite è stato il peggior performer con una contrazione dell'1,1%, mentre i titoli industriali, navali e dei media locali hanno registrato forti perdite a causa del calo dell'ottimismo sulla ripresa economica del Paese. La banca centrale cinese ha mantenuto invariati al 2,75% i tassi sui prestiti a medio termine, come previsto.
Anche l'indice delle blue-chip Shanghai Shenzhen CSI 300 è calato dello 0,4%, con gli investitori che guardano ai dati sulla produzione industriale, sulle vendite al dettaglio e sugli investimenti della Cina, previsti per martedì. Se da un lato ci si aspetta che i dati riflettano un certo miglioramento in aprile rispetto al mese precedente, dall'altro arrivano dopo una serie di dati macro cinesi che hanno disatteso le aspettative. Infatti, le importazioni, l'inflazione e l'attività manifatturiera cinesi si sono ridotte ad aprile, indicando che il rimbalzo post-Covid si stava esaurendo.
La debolezza della Cina ha inasprito il sentiment degli altri mercati asiatici: il Kospi della Corea del Sud e l'indice di Taiwan hanno perso lo 0,3% ciascuno. Giù anche l’Asx 200 australiano, che ha perso lo 0,1%, in quanto il continuo calo delle approvazioni edilizie ha evidenziato la persistente debolezza del mercato immobiliare del Paese, che a sua volta ha pesato sui titoli bancari. Meglio l'indice Hang Seng di Hong Kong (+0,53%).
L'indice giapponese Nikkei ha registrato un rialzo dello 0,61% a 29.568 punti, sui massimi dell’ultimo anno e mezzo, favorito da una stagione di trimestrali stellari e dalla debolezza dello yen che tende a favorire le azioni degli esportatori. Shiseido è salita del 3,7% dopo che l'utile netto del primo trimestre 2023 è quasi raddoppiato rispetto all'anno precedente, Asahi Group del 3,1% dopo che l'utile netto del primo trimestre è più che quadruplicato anno su anno. La società telefonica NTT è avanzata del 3,29% dopo aver annunciato uno split azionario. Viceversa, Olympus Corp. è crollata dell'8,7% dopo che l'utile netto del quarto trimestre ha disatteso le aspettative degli analisti. «Gli investitori hanno fatto incetta di singoli titoli che hanno riportato utili positivi, dando così impulso al mercato nel suo complesso», dichiara Maki Sawada, strategist di Nomura Securities. Dal fronte macro, i prezzi all'ingrosso sono rallentati per il quarto mese consecutivo ad aprile al 5,8% dal precedente 7,4% su anno, suggerendo che i prezzi al consumo potrebbe iniziare a rientrare verso il target del 2%, facendo scendere la pressione sulla Banca del Giappone. Il dollaro avanza nei confronti dello yen (+0,36% a 136,06), mentre flette nei confronti dell’euro (cross euro-dollaro +0,19% a 1,086.
I futures di Wall Street sono poco mossi (+0,03% quello sul Dow Jones e +0,05% quello sull’S&P500). Questa settimana l'attenzione è rivolta ai dati sulla produzione industriale e sulle vendite al dettaglio degli Stati Uniti, che forniranno ulteriori indicazioni sull'economia più grande del mondo. I mercati attendono anche il discorso del presidente della Fed Jerome Powell, venerdì, per avere maggiori informazioni sulla politica monetaria, tra le crescenti aspettative che la Banca centrale americana mantenga i tassi più alti più a lungo. Tra le materie prime, invece, si registrano vendite sul petrolio (Wti -0,8% a 69,48 dollari al barile e Brent -0,82% a 73,56 dollari al barile), piatto il prezzo dell’oro a 2.019 dollari l’oncia. (riproduzione riservata)