Mentre il Nikkei perde l’1,93%, martedì 14 gennaio, la Cina inverte la rotta e rimbalza, con l’Hang Seng che sale del 2,10% e Shanghai del 2,3%, Il T bond Usa decennale vede il rendimento in leggero calo al 4,766%, mentre i futures sul Nasdaq tornano positivi (+0,53%).
Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni è salito all'1,25% martedì, raggiungendo il livello più alto da aprile 2011, tra le attese che la Banca del Giappone continuerà ad aumentare i tassi. Il vice governatore della BoJ Ryozo Himino è intervenuto spiegando che il board darà probabilmente il via libera a un aumento dei tassi al meeting della prossima settimana, dal momento che l'andamento dei prezzi e le aspettative di inflazione hanno seguito il percorso previsto.
Crescono nel frattempo le scommesse che la BoJ possa aumentare le attese di inflazione alla prossima riunione, preparando in questo modo il terreno per ulteriori aumenti dei tassi. A ciò si aggiunga che i rendimenti dei bond giapponesi sono stati trainati al rialzo da quelli dei Treasury, dopo che gli ultimi (buoni) dati economici statunitensi hanno ridotto le aspettative di ulteriori tagli dei tassi da parte della Federal Reserve quest'anno.
«Questa situazione é lo specchio di una Bank of Japan attendista che si ritrova con una condizione macroeconomica singolare da circa 35 anni e per questo motivo il governatore Ueda temporeggia prima di sferrare le giuste mosse per cercare di tenere l'inflazione su livelli sostenibili nel lungo periodo», il commento di David Pascucci, analista di Xtb.
Martedì, lo yen è rimasto stabile intorno a 157,6 sul dollaro dopo essere salito per tre sessioni consecutive, in seguito ai commenti del vice governatore della Banca del Giappone Ryozo Himino. Quest’ultimo ha spiegato che è probabile che il board discuta di un potenziale aumento dei tassi la prossima settimana, aggiungendo che mentre prezzi e aspettative di inflazione hanno seguito il percorso previsto, restano alcuni fattori di rischio sia interni che globali.
Lo yen ha guadagnato sostegno sulla scommessa che la BoJ potrebbe alzare le attese di inflazione alla prossima riunione, preparando in questo modo il terreno per ulteriori aumenti dei tassi. Tuttavia, il dollaro ha continuato a esercitare pressione sullo yen dopo che i segnali di resilienza economica degli Stati Uniti hanno portato i trader a ridimensionare le aspettative sui tagli della Fed quest'anno.
Lo Shanghai Composite ha corso del 2,3%, Hong Kong del 2,10%, mentre le azioni della Cina continentale rimbalzano dai minimi degli ultimi tre mesi dopo che l'autorità di regolamentazione sui titoli quotati si è impegnata a stabilizzare il mercato che ha iniziato il 2025 debole. La China Securities Regulatory Commission ha infatti dichiarato martedì che il mantenimento della stabilità del mercato sarà priorità assoluta nel 2025, promettendo di adottare tutte le misure necessarie per sostenere le borse. Non si vedeva un intervento del genere dal 2015, quando i listini cinesi furono travolti dalle vendite.
La CSRC ha annunciato poi piani per collaborare con la banca centrale per avviare strutture di finanziamento in aiuto agli acquisti di azioni. Le principali banche di investimento, tra cui Ubs e Goldman Sachs, hanno mantenuto una prospettiva positiva sulle azioni cinesi, citando solidi utili societari e un continuo supporto politico. Quasi tutti i settori sono avanzati, dalla tecnologia alle nuove energie, al comparto finanziario. (riproduzione riservata)