Sale la competizione nella gara per il business italiano di Crédit Agricole. La gara per il rinnovo del contratto per la gestione di carte e pos/merchant di Crédit Agricole Italia è partita. Attualmente il contratto è detenuto da Nexi con ricavi per circa 50 milioni di euro l’anno, secondo le stime di Equita.
Ma, secondo Il Corriere della Sera, oltre alla società di pagamenti guidata da Paolo Bertoluzzo, sarebbe interessata alla partita anche la francese Worldline che ha rapporti con Crédit Agricole in Francia sia a livello commerciale con una joint venture nel Paese sia di azionariato (Credit Agricole è entrata nel capitale di Worldline nel 2024 con una quota del 7%). Worldline avrebbe già presentato una proposta alla banca francese per diventare suo partner anche in Italia.
Sulla base dell’accordo concluso lo scorso anno, Mediobanca Research ritiene che Worldline sia favorita rispetto a Nexi per l’aggiudicazione del contratto italiano. «Questo potrebbe rappresentare un ulteriore, seppur marginale, ostacolo alla crescita dei ricavi di Nexi per quest’anno, con prospettive che rimangono deboli a causa delle difficoltà macroeconomiche e delle sfide legate alle operazioni di m&a», precisa Mediobanca Research che ha un ratint neutral sia sul titolo Nexi sia su quello di Worldline.
Nel 2024 Crédit Agricole Italia ha riportato ricavi netti per 3,1 miliardi di euro, di cui 1,3 miliardi da commissioni, e di questi circa 120 milioni relativi alle carte di pagamento. «Stimiamo che, data la natura del contratto di licenza, Crédit Agricole Italia trattenga la maggior parte del valore, pagando solo una piccola parte a Nexi», afferma Banca Akros (rating buy e target price a 8 euro confermati su Nexi). «Nel bilancio annuale 2024 di Crédit Agricole Italia si menziona che la banca paga 11 milioni di euro in commissioni passive per i servizi di pagamento digitale».
Credit Agricole Italia, nel frattempo, non giocherà un ruolo da protagonista in questa stagione di risiko bancario e continuerà a mantenere l'approccio di lungo termine in Italia che ha caratterizzato la crescita del gruppo francese nel Paese, come ha detto il presidente di Credit Agricole Italia, Giampiero Maioli nel corso di un evento organizzato per il 129esimo consiglio nazionale della Fabi. «Non faremo mai operazioni ostili, non siamo in questa stagione del risiko attori protagonisti», ha detto Maioli. Credit Agricole è partner commerciale e primo azionista di Banco Bpm con una quota poco sotto il 20%.
Quindi, prosegue Banca Akros, se Crédit Agricole Italia decidesse di passare a Worldline, la notizia sarebbe negativa per Nexi, ma l’impatto finanziario dovrebbe essere limitato, anche considerando che una potenziale migrazione potrebbe richiedere un paio d’anni.
L’eventuale mancato rinnovo del contratto di licenza con Crédit Agricole per Equita può avere un impatto negativo a bassa singola cifra (low-single-digit) sull’utile per azione di Nexi. Ma con il titolo (+2,48% a 5,376 euro in chiusura a Milano; -6% a 5,084 euro Worldline a Parigi) che tratta a un multiplo prezzo/utile rettificato 2025-2026 pari a 8-7 volte e offre un rendimento del free cash flow del 13%/15% il rating della sim resta buy e il target price a 9 euro. (riproduzione riservata)