È un’anomalia ormai divenuta routine. Dopo oltre un decennio di mutui a tasso variabile più vantaggiosi, complice il costo del denaro rasoterra, l’impennata inflattiva innescata dall’invasione dell’Ucraina ha di fatto ribaltato la situazione, sancendo la supremazia del tasso fisso in termini di competitività.
Il divario record tra i due tipi di finanziamento superato a febbraio 2024 (160 punti base) continua pian piano ad ampliarsi. I tassi fissi scendono mese dopo mese con l’Irs (l’indice a cui sono indicizzati) che segue la ritirata dell’inflazione, mentre i variabili galleggiano in una sorta di limbo, con l’Euribor (cui sono indicizzati questi mutui) in attesa che la Bce inizi a tagliare i tassi. Già rispetto a gennaio 2024, quando i Taeg delle migliori offerte a tasso fisso si aggiravano tra 3,6% e 3,3%, oggi la media dei tassi rilevati da Facile.it è scesa tra 3% e 3,3%.
Le simulazioni sono relative alla formula più frequente richiesta dagli italiani: un mutuo da 126 mila euro con durata 25 anni. Nel migliori dei casi, lo scarto della rata di un mutuo di questo tipo sottoscritto a gennaio piuttosto che a metà marzo è di circa una ventina di euro, mentre scende intorno a una decina di euro in altri casi. Questo dopo che la rata di gennaio, rispetto a quella di un mutuo sottoscritto a novembre 2023, era scesa di circa 50 euro. Per chi quindi ha intenzione di sottoscrivere un prestito ipotecario per comprare casa, la soluzione migliore continua a essere il tasso fisso. Secondo le rilevazioni di Facile.it, la distanza tra i due tassi di finanziamento ha infatti spinto finora la quasi totalità dei richiedenti, nove su 10, ad abbracciare questa opzione.
Per chi invece ha già sottoscritto un mutuo a tasso variabile la situazione è rimasta pressoché stazionaria dall’ultimo rialzo dei tassi di Francoforte avvenuto a settembre scorso. Ciò significa che attualmente le migliori offerte sul mercato rilevate dal simulatore scontano un Taeg al 4,9% se non oltre il 5%: un divario di ben due punti percentuali rispetto alle migliori condzioni individuate per i fissi. Per intenderci, se si riprende in esame il classico mutuo variabile mediamente richiesto sottoscritto a gennaio 2022 (periodo preso in considerazione perché precedente al primo rialzo dei tassi di Bce) la rata fino a febbraio 2024 è aumentata a 751 euro dai 456 euro iniziali, con un aggravio mensile di quasi 300 euro.
Lo scenario potrebbe però cambiare. Analizzando i futures sull’Euribor a tre mesi, Facile.it ha calcolato che (tenendo in considerazione un mutuo medio variabile) le rate potrebbero iniziare a calare tra maggio e giugno, ma il calo sarà modesto, compreso tra 12 e 21 euro circa per un finanziamento medio. Cali più consistenti sono attesi entro fine anno (intorno a 67 euro) per poi arrivare a un risparmio di 100 euro entro giugno 2025. Anche considerando lo scenario più probabile per gli analisti, cioè tagli progressivi ai tassi da giugno, sembra chiaro che il costo del denaro non tornerà molto presto ai livelli pre pandemici. L’alternativa rimane la surroga con la quale un risparmio è conseguibile da subito. Se si confronta la rata di un finanziamento variabile medio a febbraio scorso (come detto pari a 751 euro) e si paragona a quella della miglior offerta di surroga a tasso fisso (Taeg 3,18%) il risparmio ammonta già a 150 euro.
La situazione migliora se si guarda ai prodotti green che, peraltro, guadagnano sempre più attenzione dopo l’approvazione da parte del Parlamento europeo della direttiva sulla casa green. I prodotti sostenibili oltre che all’ambiente sembrano far bene anche al portafoglio: se si guardano infatti le migliori offerte sia sui fissi sia sui variabili i Taeg risultano più bassi anche di oltre un punto percentuale rispetto ai mutui tradizionali. Il finanziamento ipotecario green è offerto da quasi tutte le banche, che presenta varie finalità: dal finanziamento all’acquisto di una casa ad alte prestazioni energetiche, fino alla progettazione o ristrutturazione di un’abitazione ad alta efficienza e basso impatto ambientale. Rispetto al mutuo tradizionale, quello green consente di ottenere tassi più vantaggiosi e detrazioni fiscali. Se la casa da acquistare è già in classe energetica A, B o C, o se ristrutturando si migliorerà l’efficienza energetica, allora è possibile beneficiare anche dello sconto. La possibilità di passare a un mutuo green è aperta non solo ai nuovi sottoscrittori ma anche a chi ha già un mutuo e sceglie di optare per la surroga. In questo caso, se si confronta la rata di un finanziamento variabile medio a febbraio scorso (a 751 euro) con quella della miglior offerta di surroga green (Taeg 2,61%) il risparmio ammonta già a 183 euro. (riproduzione riservata)