Moody’s Investors Service ha consigliato ai dipendenti in Cina di lavorare da casa prima di tagliare l’outlook sul Paese, un suggerimento che lo staff ritiene sia stato motivato dalla preoccupazione per la possibile reazione di Pechino. E’ quanto riporta giovedì 7 dicembre l’FT citando due dipendenti a conoscenza dei fatti.
La decisione dell’agenzia di rating statunitense evidenzia il disagio di molte società estere, soprattutto di quelle legate ai servizi o all’ambito della consulenza, dal momento che alcune hanno subito nei mesi scorsi raid della polizia cinese negli uffici, divieti di uscita per il personale e arresti a causa delle tensioni tra Cina e Stati Uniti.
Alcuni capi dipartimento di Moody’s in Cina hanno avvertito venerdì i soci che il personale non amministrativo di Pechino e Shanghai non avrebbe dovuto presentarsi in ufficio questa settimana, scrive il quotidiano inglese. «Non ci hanno spiegato il motivo... ma tutti sanno perché», ha spiegato un dipendente di Moody’s in Cina, riferendosi alla richiesta di lavorare da casa. «Abbiamo paura delle ispezioni governative».
La stessa fonte ha spiegato che Moody’s ha anche consigliato agli analisti di Hong Kong di evitare temporaneamente i viaggi nella Cina continentale prima del taglio. Martedì l’agenzia ha abbassato l’outlook sul rating A1 a lungo termine della Cina da stabile a negativo.
Lavorare da casa, ha rivelato la fonte, potrebbe impedire alle autorità cinesi di interrogare molti dipendenti in un unico luogo se decidessero di effettuare un raid nell’agenzia, ma ha aggiunto poi che una tale eventualità è «ancora considerata improbabile».
Quest’anno le autorità cinesi hanno fatto irruzione negli uffici di diverse società di consulenza con sede negli Stati Uniti e hanno arrestato dipendenti locali del gruppo di due diligence Mintz per quelli che Pechino ha definito problemi di sicurezza nazionale.
L’ultima azione di rating di Moody’s ha già scatenato una serie critiche da parte dei funzionari cinesi e sui social media. In una dichiarazione di mercoledì, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma, un organismo di pianificazione economica, ha accusato l’agenzia di rating di «falsificazione e incomprensione delle prospettive economiche della Cina».
Mercoledì un popolare account sui social media, WeChat, gestito dall’emittente statale China Central Television ha respinto le preoccupazioni di Moody’s su una prospettiva di crescita più lenta e sull’impennata del debito pubblico, due fattori che determinano il taglio delle prospettive. Il post afferma che le autorità cinesi «hanno sempre lavorato su progetti annuali, guardando a piani quinquennali pensando al lungo termine». (riproduzione riservata)