Lunedì di vendite sui listini internazionali. Sui mercati europei non si placano i timori per l'inflazione e le mosse delle banche centrali, mentre in Cina il dato sulle esportazioni crolla ai minimi da 18 mesi. Dopo uno debole tentativo di rialzo, Piazza Affari chiude la seduta in calo del 2,74% a 22.833 punti. Male anche Francoforte (-2,1%), Parigi (-2,7%) e Londra (-2,3%). Intanto il Nasdaq cede il 3,36% toccando i minimi dal novembre 2020, mentre l'S&P 500 perde il 2,5% poco sopra i 4 mila punti (ai minimi da marzo 2021) e il Dow Jones segna -1,81%. La capitalizzazione di Microsoft è scesa sotto i 2 mila miliardi di dollari per la prima volta dal giugno 2021, con il titolo che tratta adesso in calo del 2,8%. Tesla perde il 6,32%, Apple il 2,77% e Amazon il 2,98%, seguiti anche Google (-1,71%) e Meta (-2,64%).
Mercoledì sarà pubblicato il dato cpi sull'inflazione Usa e per molti investitori sarà importante per capire quale strada deciderà di imboccare la Fed: se continuare con rialzi limitati o puntare a un rialzo di 75 punti base per raffreddare l'impennata dei prezzi e rischiare però anche di rallentare la crescita economica. Resta tesa anche la situazione nella zona euro. Il morale degli investitori, infatti, nel blocco a 19 membri è scivolato a maggio al livello più basso da giugno 2020, in calo per il terzo mese consecutivo. Sul mercato obbligazionario i titoli di Stato restano in tensione con i rendimenti in rialzo. Lo spread tra Btp e Bund sale a 204 punti base, rispetto ai 200 punti in avvio, mentre il rendimento del Btp decennale è pari al 3,134% e quello del Treasury a 10 anni al 3,069%.
Guardando alle materie prime, i prezzi del petrolio trattano in calo di oltre il 4%, con il Brent che vale adesso 106 dollari al barile e il Wti 103 dollari, sulla scia dei timori di un blocco della domanda da parte della Cina a causa dei lockdown che continuano a pesare sul Paese. Il G7 del fine settimana si è concluso con un nulla di fatto in merito all'embargo sul petrolio russo. Il Giappone ha però fatto un passo indietro rispetto alle dichiarazioni della scorsa settimana e ha sottolineato che il Paese si affianca all'Unione dei 27 sull'embargo e che inizierà a lavorare per una riduzione graduale dell'uso del petrolio russo. In calo anche il prezzo del gas, che in Europa tratta a 94,30 euro al megawattora (-7,28%).
Nel valutario il biglietto verde si rafforza con la moneta unica che passa di mano a 1,05 dollari (-0,15%), mentre il dollaro vale 130 yen. La sterlina prosegue in calo (-0,21%) sulla moneta americana a 1,23, dopo le notizie poco incoraggianti sull'economia del Regno Unito da parte della BoE la scorsa settimana, la quale ha comunque deciso di alzare di 25 punti base i tassi.
Il bitcoin è in forte calo, affossato dalla minore propensione al rischio degli investitori. Oggi ha toccato i minimi dal luglio 2021 scendendo del 4,6% a circa 32.800 dollari, tornando poi oltre 33mila dollari. (riproduzione riservata)