Tre caccia russi MiG-31 sono entrati nella mattina di venerdì 19 nello spazio aereo dell'Estonia senza autorizzazione. Lo sconfinamento è avvenuto vicino all’isola di Vaindloo, nel golfo di Finlandia, ed è durato quasi 12 minuti. Gli aerei non avevano piani di volo e i loro transponder erano spenti. Al momento della violazione, inoltre, mancavano comunicazioni radio bidirezionali con il controllo del traffico aereo estone.
In particolare, due dei tre jet russi che hanno violato lo spazio aereo estone hanno volato a bassa quota sulla piattaforma petrolifera di Petrobaltic nel Mar Baltico, violandone la zona di sicurezza. Lo riferisce la guardia di frontiera polacca, sottolinea il Guardian.
Immediata la reazione della Nato che ha fatto decollare due F-35 italiani per respingere la violazione dello spazio aereo estone.
Gli F35 italiani che si sono alzati in volo dalla base di Amari, per uno 'scramble', l'ordine di decollo su allarme. Con il sorvolo degli F35 italiani, decollati in modalità 'Qra' (quick reaction alert), i velivoli russi si sono poi allontanati.
«Oggi alcuni jet russi hanno violato lo spazio aereo estone. La Nato ha reagito immediatamente e ha intercettato gli aerei russi. Questo è l’ennesimo esempio del comportamento sconsiderato della Russia e della capacità di risposta alleata», ha confermato la portavoce della Nato, Allison Hart.
I MiG-31, intercettori pesanti in grado di trasportare il missile ipersonico russo Kinzhal, hanno violato per circa cinque miglia nautiche il territorio estone e si sono diretti verso la capitale Tallinn, secondo quanto riportato da Politico.
Il distaccamento italiano, composto dai F35 del 13esimo gruppo del 32esimo stormo di Amendola e costantemente in stato di allerta rapida, è schierato in Estonia per garantire la sorveglianza dello spazio aereo baltico nell'ambito delle attività di Air policing della Nato sul fianco Est.
Il ministero degli Affari Esteri estone ha convocato l'incaricato d'affari della Federazione Russa in Estonia per presentare una protesta ufficiale e consegnare una nota diplomatica riguardante la violazione dello spazio aereo.
«La Russia ha già violato lo spazio aereo estone quattro volte quest’anno, il che è di per sè inaccettabile. Ma l'incursione di oggi, con tre caccia entrati nel nostro spazio aereo, è di una brutalità senza precedenti», ha dichiarato il ministro degli Esteri estone, Margus Tsahkna. «I crescenti tentativi della Russia di mettere alla prova i confini e la sua aggressività sempre maggiore devono essere affrontati con un rapido rafforzamento della pressione politica ed economica», ha aggiunto Tsahkna.
L’Estonia ha, inoltre, chiesto alla Nato una consultazione in merito all’applicazione dell’articolo 4 della Carta dell’Alleanza: lo ha reso noto il premier estone, Kristen Michal, sul suo profilo di X. «Una simile violazione è totalmente inaccettabile», ha concluso il premier estone
Non si sono fatte attendere le reazioni. «L’Europa è al fianco dell'Estonia di fronte all'ultima violazione del nostro spazio aereo da parte della Russia. Risponderemo a ogni provocazione con determinazione, investendo in un fianco orientale più forte. Man mano che le minacce aumentano, aumenterà anche la nostra pressione. Invito i leader dell’Ue ad approvare rapidamente il nostro 19esimo pacchetto di sanzioni», ha scritto su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
Di una «provocazione estremamente pericolosa», ha parlato l’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas. «Si tratta della terza violazione dello spazio aereo dell’Ue in pochi giorni e contribuisce ulteriormente ad aumentare le tensioni nella regione», ha scritto su X l’ex premier estone. «L’Ue esprime piena solidarietà all'Estonia. Sono in stretto contatto con il governo estone. Continueremo a sostenere i nostri stati membri nel rafforzare le loro difese con risorse europee. Putin sta mettendo alla prova la determinazione dell'Occidente. Non dobbiamo mostrare debolezza», aggiunge.
«Ci vuole una risposta sistemica» all’incursione di jet russi nello spazio aereo estone. Lo scrive su Telegram il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. «È necessario intraprendere azioni forti, sia a livello collettivo che individuale da parte di ogni nazione», afferma Zelensky, «la Russia deve sentire un crescente dolore per la pressione mondiale, innanzitutto attraverso la sua economia, e questo è meglio garantito dalle sanzioni. Allo stesso tempo, le perdite della Russia in guerra devono continuare ad aumentare, e il modo migliore per farlo e' avere un esercito ucraino forte». «Ringrazio tutti coloro che contribuiscono. Europa, Stati Uniti, il Gruppo dei Sette: è necessaria un’azione forte da parte di tutti», conclude Zelensky.
«La storia continua, è una storia che funzionava quando c'era il Patto di Varsavia, fanno sempre la stessa cosa per testare le reazioni della Nato, dell'Occidente e dell'Europa, però sono giochi pericolosi che Putin non deve fare, deve evitare provocazioni», ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani. «Nessuno si fa intimidire dalla Russia però dobbiamo lavorare per costruire la pace. La parola d’ordine è pace, non può essere certamente 'guerra'», ha aggiunto Tajani.
Quella di queste ore non è stata la prima intrusione. Già lo scorso 13 agosto due F35 italiani erano decollati d’urgenza dalla stessa base per intercettare un Antonov An-12 con transponder spento e privo di piano di volo, in rotta verso l'enclave russa di Kaliningrad sopra acque internazionali del Mar Baltico. Quella dei Mig è stata invece la quarta violazione dello spazio aereo estone quest’anno. Anche per questo la task force italiana, distaccamento del 32esimo stormo Amendola nella base aerea di Amari, è in stato di allerta rapida ventiquattro ore al giorno: tra le nuvole e gli hangar c'è una squadra di un centinaio di nostri militari, sulle cui teste - con il passare dei giorni - le provocazioni di Mosca aumentano.
A queste nuove provocazioni la Nato ha già deciso di rispondere dando vita all’operazione Sentinella est per rafforzare il pattugliamento dell’area. Un contributo in termini di aerei a questa operazione è già arrivato da diversi Paesi, come Francia, Gran Bretagna, Germania, Danimarca e Spagna. Con Madrid che ha quantificato il suo contributo: tre Eurofighter, un sistema radar avanzato e un aereo da trasporto A400.
Quanto accade nei cieli dell'Europa orientale è naturalmente monitorato anche da Kiev. E secondo il ministro degli Esteri Andrii Sybiha «la Russia, finché non otterrà una risposta davvero forte, diventerà solo più arrogante e aggressiva». La pensa allo stesso modo il capo dell'intelligence britannica. Non c'è «nessuna prova» del fatto che Putin abbia alcun interesse in una »pace negoziata», ha affermato il direttore uscente dell'MI6, Richard Moore. Avvertendo che il Cremlino «sta prendendo in giro» l'Occidente mentre vuole «imporre la sua volontà imperiale con tutti i mezzi a sua disposizione». Lo zar, nel frattempo, ha visitato uno stabilimento di produzione di armi assicurando che «continueremo a sviluppare le forze armate, rendendole moderne, compatte e potenti».
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