Dicembre si avvicina con gli investitori che stanno adottando un approccio più positivo rispetto a quello avuto per gran parte del 2023. «Il nostro indicatore proprietario di avversione al rischio ha registrato una netta inflessione in direzione di un sentiment più favorevole al rischio, che riflette principalmente la minor probabilità di ulteriori rialzi dei tassi», sottolinea Lewis Grant, Senior Portfolio Manager for Global Equities di Federated Hermes.
I banchieri centrali continuano a lanciare il messaggio "higher for longer", ma i mercati non sembrano prestare ascolto: l'unica strada è al ribasso. «Gli investitori azionari sono pronti per le festività e le aspettative di ribasso dei tassi saranno un catalizzatore chiave per mantenere il rally di Natale. La debolezza dei dati macro alimenterà ulteriormente gli indici azionari», prevede Grant, convinto che «possiamo affrontare i conti - e le potenziali ripercussioni - nel 2024».
Forse più impattante sarà la volatilità del mercato del petrolio. Il disaccordo tra i Paesi Opec+ ha provocato un ritardo che ora coinciderà con l'inizio della COP28. «Sebbene la riduzione dei prezzi dell'energia sarà ampiamente accolta con favore, l'incertezza non è mai un elemento gradito», spiega Grant. «In un momento in cui il mondo si riunisce per discutere del cambiamento climatico, «l petrolio potrebbe essere al centro della scena per le ragioni sbagliate».
Per quanto riguarda il tema dell’intelligenza artificiale, le turbolenze di Open AI sembrano essersi risolte con la stessa rapidità con cui sono iniziate, anche se ci vorrà del tempo per capire come la governance e le strutture di potere dell'organizzazione si siano modificate e cosa questo possa significare per l'organizzazione stessa, i suoi partner chiave e l'IA in senso generale. Gli investitori del settore hanno reagito generalmente in modo positivo, ritenendo positivi gli ultimi sviluppi. I risultati di Nvidia, tuttavia, hanno fatto riflettere, continua Grant, la crescita stellare ha superato le aspettative senza sorprendere davvero nessuno e il prezzo delle azioni ha subito un lieve calo. «La valutazione di queste aziende e la determinazione della quota di mercato dei vari attori - e persino la definizione di quale sia il mercato che stanno condividendo - continua a rivelarsi difficile», avverte il Senior Portfolio Manager for Global Equities di Federated Hermes.
Nel frattempo, mentre nelle ultime settimane l'intera curva dei titoli di Stato sia americani sia europei si è spostata verso il basso, con la parte lunga che si è mossa più di quella breve, determinando un leggero appiattimento, i titoli azionari “growth” hanno continuato a celebrare i potenziali tagli dei tassi che potrebbero arrivare l'anno prossimo anche se le performance di questo stile d’investimento sono ancora guidate principalmente dalle società a grande capitalizzazione, osserva Gianluca Ungari, Head of Portfolio Management Italy di Vontobel, indicando che lo slancio scatenato la scorsa settimana potrebbe durare fino alla fine dell'anno. Nel breve, suggerisce l’esperto, «i titoli azionari sono destinati a trarre maggiori benefici e sono, quindi, da preferire alle obbligazioni».
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Decisamente più cauto Mark Dowding, Fixed Income Cio di RBC BlueBay AM: «a volte possiamo vedere tendenze positive che si creano nel periodo che precede il Natale, anche se quest’anno rimaniamo più cauti. Gli asset rischiosi hanno avuto un mese forte e le valutazioni sembrano ora leggermente elevate. Da questo punto di vista, siamo più propensi a incassare guadagni sugli asset che potrebbero aver corso troppo nel breve termine», afferma Dowding, avvertendo che «rimane anche molta incertezza macro per la fine dell’anno e questo è un fattore di volatilità. Per cui vorremmo mettere in guardia da qualsiasi celebrazione prematura».
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