«Il turismo crea posti di lavoro, attrae investimenti, è uno straordinario generatore di ricchezza e benessere, il 13% pil per quanto riguarda l'Italia. Il suo valore va ben al di là del lato economico, racconta ciò che sappiamo fare meglio, ci consente di promuovere i nostri valori, descrive e rilancia il nostro stile di vita. È uno degli strumenti principe con cui il popolo italiano parla al mondo della sua identità, la fa conoscere e la rende così ammirata». Con queste parole la premier Giorgia Meloni ha aperto il suo intervento alla 25esima edizione del World Travel & Tourism Council (Wttc), forum internazionale dedicato al settore del turismo che per la prima volta è stata organizzato - in collaborazione con il ministero del Turismo, Enit Spa, il Comune di Roma e la Regione Lazio - in Italia.
Un riconoscimento «alla forza e al prestigio del settore turistico italiano, ma anche una presa d'atto dell'impegno di questo governo nel supportare una delle industrie più dinamiche del mondo e più strategiche, più preziose per l'economia italiana, non sempre in passato giustamente valorizzata», ha aggiunto la presidente.
Per capire l’importanza del turismo per l’Italia basta lasciar parlare i numeri. Nel 2024 il comparto del turismo ha sfiorato i 250 miliardi di valore, grazie soprattutto alla spesa dei viaggiatori internazionali e al boom dell’industria dei meeting e degli eventi. Numeri che valgono la decima posizione nella classifica globale dei principali mercati turistici fotografati dal report del Wttc.
E ancora l’Italia ha attratto 11,4 miliardi di investimenti lo scorso anno, dimostrandosi «la prima nazione europea per competitività turistica regionale, la seconda in Europa per presenze turistiche con quasi 58 milioni di arrivi internazionali. Nonché siamo al quinto posto nella classifica globale dei Paesi più visitati e ci apprestiamo a scalare un'altra posizione», ha anticipato la premier Meloni.
Allo stesso tempo «siamo stati apripista in Europa sul fronte della regolamentazione delle false recensioni online, un fenomeno chiaramente odioso che danneggia tutti, i turisti, le imprese, i lavoratori». Ma «noi siamo italiani e non fa parte del nostro dna accontentarci» ecco che «stiamo sfruttando le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza per riqualificare l'offerta turistica, per consentire in particolare alle piccole e medie imprese, che sono un pezzo fondamentale dell'economia italiana, di migliorare le strutture ricettive e offrire così un'esperienza migliore», ha concluso la leader di Fratelli d’Italia.
Un altro aspetto su cui lavorare, secondo la ministra del Turismo, Daniela Santanchè è il fatto che il turismo in Italia si concentra sul 4% del territorio nazionale. Resta quindi «il 96% del nostro territorio nazionale, che i turisti devono ancora conoscere ed è proprio su questa parte del nostro territorio che stiamo lavorando ed è su questa parte che, chi ne saprà leggere le potenzialità, potrà fare investimenti e creare aziende di successo». Sul tema l’ad di Enit, Ivana Jelinic, ha dichiarato che «non dobbiamo più parlare di overtourism ma fare in modo di aiutare i territori per mantenere quei numeri e lavorare per non creare situazioni di insofferenza».
Più in generale l’Europa è tornata ad essere «il cuore pulsante del turismo internazionale per la prima volta dopo il Covid» si legge nel report del Wttc, vantando 5 tra i 10 più importanti mercati turistici del mondo.
La Francia infatti è il Paese più visitato al mondo e ha generato 289 miliardi dai suoi visitatori mentre la Spagna, la seconda destinazione più gettonata a livello globale, ha registrato 270 miliardi nel 2024. Ma è la Germania l’unica nazione europea nel podio globale dei mercati turistici internazionali: al terzo posto con un contributo di 525 miliardi al suo pil lo scorso anno.
Il turismo tedesco è dietro solo agli Stati Uniti, il cui turismo è valso 2.600 miliardi nel 2024. Anche se il Wttc prevede una riduzione della spesa dei viaggiatori esteri degli Usa di 12,5 miliardi nel corso del 2025.
La medaglia d’argento per importanza del settore turistico è invece nella mani della Cina, dove il contributo ha superato 1.600 miliardi di dollari. Numeri destinati a crescere del 22,7% nel 2025, stima il Wttc.
Da tenere sott’occhio il Medio Oriente che risulta una delle regioni in cui il turismo cresce maggiormente, con l’Arabia Saudita che continua a spiccare per l’incremento significativo della spesa dei viaggiatori e i livelli record di spesa per le infrastrutture. (riproduzione riservata)