Non solo Eni e Generali anche Mediobanca e Bper Banca tornano sul mercato obbligazionario. La prima ha concluso con successo oggi, 8 gennaio, il collocamento di un covered bond con scadenza a 5 anni per un ammontare complessivo di 750 milioni di euro. «Si tratta del primo covered bond italiano del 2024, in un contesto di mercato contraddistinto negli ultimi trimestri da un numero elevato di emissioni di covered bond da parte di banche italiane», si legge nel comunicato stampa.
Il covered bond, prezzato con cedola pari al 3,25% e un rendimento pari a mid swap +65 bps, ha registrato nel corso del collocamento ordini fino a 1,4 miliardi che hanno permesso di ridurre le indicazioni iniziali di rendimento (mid swap +70bps) e di raggiungere la size obiettivo di, appunto, 750 milioni. Ingenti gli ordini dall’estero: il 70% con la presenza di tutti i maggiori investitori europei, «a ulteriore testimonianza del ruolo consolidato di Mediobanca quale emittente a livello continentale», aggiunge il comunicato.
«Il successo di questa nuova emissione, sottoscritta al 70% da investitori esteri, è una ulteriore testimonianza della fiducia e dell'apprezzamento del mercato verso Mediobanca e verso le prospettive di crescita delineate nel Piano Strategico One Brand One Culture al 2026. Un risultato che rafforza ulteriormente la nostra determinazione nel perseguire gli obiettivi prefissati», sottolinea il direttore generale, Francesco Saverio Vinci. Le banche incaricate del collocamento sono state Commerzbank, Crédit Agricole, Imi-Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Raiffeisen Bank International e Unicredit.
Invece, Bper Banca, facendo seguito alla delibera del cda del 20 dicembre 2023, ha dato mandato a Barclays in qualità di sole structuring advisor, global coordinator e joint bookrunner e a Deutsche Bank, Imi-Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Morgan Stanley e Ubs in qualità di joint bookrunners per esplorare il potenziale interesse di investitori istituzionali rispetto a una potenziale emissione obbligazionaria additional tier 1 in euro.
Dopo un 2023 in cui il quadro dei tassi d'interesse è passato da 50 punti base negativi in Europa a circa 400 con le banche che hanno goduto di questo vento favorevole in termini di redditività, considerato che i tassi ne hanno davvero sospinto gli utili, se si analizza il contesto macroeconomico del 2024, Marc Stacey, Senior Portfolio Manager, Investment Grade di Rbc BlueBay, rileva che l'asticella per il taglio dei tassi è relativamente alta, con un'inflazione ancora quasi doppia rispetto ai tassi target solitamente richiesti dalle banche centrali. «La premessa è che i tassi non dovrebbero salire di molto, ma certamente anche l'asticella per i tagli sarà decisamente più alta. Quindi, in questo quadro, ci saranno alcuni settori che beneficeranno di un ambiente con tassi più elevati, mentre altri ne risentiranno decisamente, in quanto i margini inizieranno a essere intaccati e la redditività a ridimensionarsi», spiega Stacey.
Se si prendono in considerazione le banche, in realtà è probabile che permanga l'incremento del 70% degli utili ante accantonamenti negli ultimi tre anni perché si tratta di un settore che beneficia del rialzo dei tassi, sia che si tratti di tassi nominali più elevati sia che si tratti semplicemente di una curva più ripida dei rendimenti. «È un ambiente in cui le banche, verosimilmente, prosperano e la qualità degli asset rimane relativamente solida. Ma anche se la qualità degli asset dovesse iniziare a peggiorare per le banche ci sarebbe ancora un enorme vantaggio in termini di redditività», aggiunge l’esperto.
«Addirittura, anche se considerassimo uno scenario di stress estremo e assumessimo il peggior costo del rischio degli ultimi 10-15 anni, ovvero 400 punti base, analogamente a quanto sperimentato durante la crisi finanziaria globale del 2008 e del 2009, o se prendessimo in considerazione la crisi sovrana europea del 2011 e del 2012, si registrerebbe, comunque, un rendimento del capitale proprio relativamente solido e, certamente, un peggioramento quasi insignificante dei livelli di capitale. Partiamo, quindi, da livelli di capitale prossimi al 15%. Si tratta certamente di un settore che dovrebbe offrire rendimenti, assoluti e adeguati al rischio, significativi nel corso del 2024». A Piazza Affari il titolo Mediobanca ha segnato in chiusura di seduta un +0,27% a 11,35 euro, invece Bper Banca un +0,03% a 3,279 euro. (riproduzione riservata)