Il Ponte sullo Stretto di Messina «si fa davvero questa volta». Certo «dovete aspettare ancora un po’ perché ci vogliono sette anni per costruirlo. Però lo facciamo davvero». Lo ha assicurato il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, a margine del Meeting di Rimini.
In questi giorni dal Mef dovrebbe tornare il pacchetto completo, poi la Corte dei Conti dovrebbe bollinare il progetto e così «entro settembre conto di partire con i lavori e la pre-cantierizzazione». Per l’edizione 2026 della kermesse di Comunione e Liberazione «conto di tornare a raccontare di tante infrastrutture fatte e della posa della prima pietra del Ponte sullo Stretto» che sarà attraversabile a partire dal 2032.
L'opera sarà «eccezionale dal punto di vista ingegneristico, ma è più utile di quanto fosse vent’anni fa perché adesso ci sono i cantieri aperti e la progettazione per l’Alta velocità nel Sud Italia». Ad oggi sarebbe davvero «un non senso non avere il Ponte» che permetterà di impiegare 15 minuti per uno spostamento che oggi richiede 3-4 ore.
Per di più, Salvini si è detto «orgoglioso di dare il via a un'opera pubblica che riporterà in Italia tanti laureati che scappano perché non c'è lavoro e non c'è speranza» nel loro Paese. Riportare insomma in Italia ingegneri italiani che oggi magari sono a Berlino, New York, Pechino e Shanghai. «Avere il ponte a campata unica più lungo, più green e più utile al mondo può essere un bel segnale di speranza per i ragazzi che vengono qua e per quelli che aspettano di avere un lavoro dopo la laurea».
Il vicepremier ha poi colto l’occasione di rivendicare un altro risultato del dicastero di cui è titolare: il nuovo codice della strada ha portato nei primi sette mesi, mille feriti in meno, mille incidenti in meno e 81 morti in meno. «Sono 81 volte felice di quanto fatto» ha ribadito il leader leghista.
Guardando invece alle sfide da affrontare nei prossimi mesi. Il Piano Casa «è una delle priorità perché non ci può essere famiglia se non c'è casa. I mattoni servono alla famiglia», ha voluto ribadire Salvini.
Quanto alla manovra, il governo e la Lega cercheranno di «aumentare il reddito della famiglie e dei lavoratori italiani», perché «il valore reale stipendi è diverso rispetto a 20-25 anni fa e bisogna intervenire sulla parte mediana tra i 30mila e i 60mila euro».Tra le priorità, aggiunge, c’è quella di «rivedere anche i criteri di calcolo dell’Isee che non corrispondere più alla ricchezza reale delle famiglie».
Tutti dovranno «fare la loro parte» affinché il governo abbia le risorse sufficienti per aiutare famiglie e imprese con la legge di bilancio. Anche le banche, proprio «quei soggetti economici che, lo scorso anno hanno guadagnato 46 miliardi di euro».
Quanto al tema della sicurezza, il vicepremier ha due certezza. Da un lato, il governo italiano «non manderà mai un soldato italiano a sparare in Russia o in Ucraina, punto». Dall’altro lato, «con le armi e con la violenza non si risolve nulla e quindi ritengo che eserciti europei e debiti europei per comprare armi e missili non siano nell'interesse dei nostri figli e dei nostri nipoti». (riproduzione riservata)