Conferme e qualche novità dal Documento Programmatico di Finanza Pubblica 2025, che aggiorna le stime macroeconomiche e dei conti pubblici e sostituisce la Nadef come fulcro portante della terza manovra siglata dal governo Meloni. Per mandare tutto a Bruxelles l’esecutivo ha poco più di 10 giorni (la scadenza è il 15 ottobre) mentre ha tre settimane per presentarsi con la legge di Bilancio 2026 davanti al Parlamento, che deve approvarla a sua volta - come sempre - entro la fine di dicembre per evitare la procedura d’infrazione.
Partendo dal 2025, il rapporto deficit/pil, al momento, si attesta al 3% mentre il pil al +0,5%, spiega una nota del ministero dell’Economia.
Entrando nel dettaglio delle stime anche dei prossimi anni, il Dpfp conferma l’andamento dell’indebitamento netto previsto dal Piano Strutturale di Bilancio e ribadito nel Documento di finanza pubblica ad aprile: 2,8% per il 2026, 2,6% per il 2027 e a 2,3% per il 2028. Verrà quindi «rispettato il percorso della spesa netta concordato a livello europeo in quanto è coerente con la traiettoria», assicura il Mef.
Nel documento si dà anche conto dell’incremento dello 0,15% nel 2026, di 0,3% nel 2027 e di 0,5% nel 2028 da destinare alle spese della difesa. Tale incremento è subordinato, però, «all’uscita dalla procedura di disavanzo eccessivo, alla luce del profilo dell’indebitamento previsto da tale documento».
Il valore del pil programmatico si attesta per il 2026 allo 0,7%, nel 2027 allo 0,8%, nel 2028 allo 0,9%. Tali dati «si basano su stime assai prudenziali che allo stato risentono anche del contesto geopolitico internazionale», ha aggiunto la nota.
Quanto al debito, le previsioni del Dpfp sono migliori di quelle del Psb (dove era pari al 137,8 nel 2026) e, in termini programmatici, in riduzione anche rispetto a quelli tendenziali del documento di primavera. Nello specifico, tale indicatore inizia a ridursi già nel 2027 e si attesta nel 2028 a un valore pari al 136,4 quando verrà meno l’effetto del Superbonus.
La nota del Mef dà anche qualche anticipazione sui contenuti della manovra. Si «darà luogo a una ricomposizione del prelievo fiscale riducendo l’incidenza del carico sui redditi da lavoro e si garantirà un ulteriore rifinanziamento del fondo sanitario nazionale».
Saranno poi «previste specifiche misure volte a stimolare gli investimenti delle imprese e a garantirne la competitività, al fine di dare continuità agli interventi approvati dal Governo». E ancora «si procederà nel percorso di incremento delle misure a sostegno della natalità e della conciliazione vita-lavoro».
A copertura della manovra concorrono una serie di misure dal lato delle entrate e di interventi sulla spesa pubblica. In sostanza «confermiamo la linea di ferma e prudente responsabilità che tiene conto della necessità della tenuta della finanza pubblica nel rispetto delle nuove regole europee e delle imprescindibili tutele a favore della crescita economica e sociale dei lavoratori e delle famiglie», ha commentato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti a margine dell’approvazione del Dpfp.
Il consiglio dei Ministri ha approvato, in via definitiva, lo schema di disegno di legge recante la delega al governo in materia di energia nucleare sostenibile. Nel dettaglio il ddl chiama l’esecutivo Meloni a disciplinare in modo organico l’introduzione del nucleare sostenibile, nel quadro delle politiche europee di decarbonizzazione al 2050 e degli obiettivi di sicurezza energetica. La delega prevede, tra l’altro, l’elaborazione di un Programma nazionale per il nucleare sostenibile, l’istituzione di una Autorità per la sicurezza nucleare indipendente, il potenziamento della ricerca scientifica e industriale, la formazione di nuove competenze e lo svolgimento di campagne di informazione e sensibilizzazione.
Con questo provvedimento «l’Italia si dota di uno strumento fondamentale per guardare al futuro con realismo e ambizione. Vogliamo essere protagonisti delle nuove tecnologie, dagli SMR e AMR fino alla fusione, nel quadro della neutralità tecnologica e della transizione energetica europea» ha sottolineato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Il nucleare sostenibile, ha aggiunto, «è una scelta di innovazione, sicurezza e responsabilità verso i cittadini, imprese e verso l’ambiente». (riproduzione riservata)