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Maire, Jefferies vede una raccolta ordini record nel 2025 e alza il target price di oltre 2 euro
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Maire, Jefferies vede una raccolta ordini record nel 2025 e alza il target price di oltre 2 euro

21 agosto 2025, 10:02 Ultimo aggiornamento: 18:23

Jefferies rivede al rialzo le stime 2025 a livello di ebitda e ricavi, verso la parte alta della guidance rivista della società. Possibile la decisione finale di investimento per la maxi commessa per la divisione Sts nel quarto trimestre

Il titolo Maire corre a Piazza Affari (+1,7% a 12,54 euro in chiusura) grazie a Jefferies che ha alzato il target price di oltre 2 euro per azione, dopo aver rivisto al rialzo le stime 2025 a livello di ebitda e ricavi del 5%/3%, verso la parte alta della guidance rivista della società che fornisce servizi di ingegneria a supporto della transizione energetica, con i ricavi della business unit IE&CS già completamente coperti dal backlog (portafoglio ordini).

Stime alzate, ma c’è spazio per un balzo ulteriore

«Le nostre stime sono sostanzialmente in linea con quelle del consenso per il 2025 e 2026, ma vediamo la possibilità di revisioni al rialzo per il 2026 se l’obiettivo di ordini pari a 8 miliardi di euro per quest’anno sarà superato, con già il 70% raggiunto», prevede Jefferies che ha anche aggiornato la valutazione del gruppo, aumentando il target price del 21% da 12 a 14,5 euro (15,5 euro nello scenario migliore: aggiudicazioni di contratti superiori a 1 volta il book-to-bill nel 2025/2026 determinano un'ulteriore accelerazione degli obiettivi del piano strategico decennale) e ha ribadito il giudizio buy.

Più nello specifico, dopo i risultati del secondo trimestre, Jefferies ha alzato l’ebitda 2025 di Maire del 5% a 484 milioni di euro, vicino al limite superiore della nuova guidance (460-490 milioni), i ricavi a 6,965 miliardi (6,971 miliardi la stima del consenso) e l’utile netto a 259 milioni (da 246 milioni) con il dividendo visto crescere anno su anno a 0,52 euro per azione (rendimento del 4,3%).

Questo si spiega con l’incremento delle stime sui ricavi della business unit IE&CS del +3% a 6,46 miliardi. Alzati anche i margini di questa divisione di +20bps al 5,6%, sempre sul livello più alto della nuova guidance (5,5-5,6%), dopo il dato superiore alle attese del broker (5,7%) nel secondo trimestre. D’altra parte, durante la conference call sulla trimestrale con gli analisti, lo stesso ad di Maire, Alessandro Bernini, ha dichiarato che «molto probabilmente i nostri ricavi raggiungeranno la parte alta della forchetta».

Il target di un portafoglio ordini di 8 miliardi può essere superato di parecchio

Il backlog è aumentato del 2% a 15,7 miliardi nel secondo trimestre dopo una raccolta ordini di 2,2 miliardi (book-to-bill di 1,2 volte), per un totale di 5,6 miliardi da inizio anno, inclusi i contratti Epc per il progetto gas-to-polymers Silleno e il complesso di separazione gas di Tengiz in Kazakistan.

Finora gli ordini nel 2025 rappresentano il 70% dell’obiettivo di 8 miliardi fissato con i risultati del quarto trimestre del 2024 e ribadito nella call sui risultati del secondo trimestre di quest’anno: «ulteriori ordini entro fine anno potrebbero superare anche in misura significativa il nostro obiettivo di 8 miliardi precedentemente menzionato». Il ceo ha parlato di almeno tre progetti attualmente in discussione, ciascuno con ricavi superiori a 1 miliardo di dollari, e ha espresso fiducia che i nuovi ordini entro fine 2025 possano collocarsi nella fascia tra 3,5 e 4 miliardi, implicando quindi ordini totali potenziali per 9,1-9,6 miliardi a fine 2025.

Possibile decisione finale di investimento per la maxi commessa per la divisione Sts nel quarto trimestre

Non solo. La divisione Sustainable Technology Solutions (Sts) ha registrato un margine ebitda nel primo semestre del 25%, al limite superiore della guidance (22-25%) ribadita. La divisione Sts dovrebbe accelerare nella seconda metà dell’anno, trainata dagli ordini recenti e dai progetti che probabilmente saranno acquisiti nei prossimi mesi. La commessa da 210 milioni di euro assegnata a Nextchem per ingegneria di base e fornitura di apparecchiature all’impianto Pacifico Mexinol per metanolo ultra-low-carbon in Messico dovrebbe veder presa la decisione finale di investimento (Fid), ricorda, infine, Jefferies, nel quarto trimestre di quest'anno e incrementerebbe in modo significativo il backlog della divisione Sts (381 milioni nel primo semestre). (riproduzione riservata)



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