Maire ha completato con successo il collocamento, attraverso una procedura di accelerated bookbuilding, presso investitori qualificati, italiani e istituzionali esteri, di quasi 5 milioni di azioni ordinarie rivenienti dai piani di incentivazione di lungo termine.
La società ha reso noto di aver piazzato tutte le 4.981.118 azioni Maire, corrispondenti all’1,5% circa del numero complessivo di azioni ordinarie, ad un prezzo di 10,25 euro per azione, a sconto del 9% rispetto al prezzo di chiusura dell’11 giugno a 11,27 euro, per un controvalore complessivo lordo di 51,1 milioni di euro. Il che ha consentito anche la copertura degli oneri tributari a carico dei singoli beneficiari.
L'operazione, relativamente al piano di incentivazione 2022-2024, è stata avviata a seguito del raggiungimento degli indicatori di performance previsti nel piano mentre, per le azioni legate al piano 2023-2025, per effetto della verifica della condizione di good leaver dei beneficiari. Equita e Intermonte hanno agito in qualità di joint bookrunner dell’operazione.
La scelta della procedura di accelerated bookbuilding è ragionevolmente legata alla liquidità del titolo e alle dimensioni del collocamento, secondo Equita. Lo scorso 28 aprile Maire ha completato il buyback da 7,7 milioni di azioni, effettuato tra marzo e aprile 2025, a supporto del piano di incentivazione di lungo termine e del ciclo del piano di azionariato diffuso.
Il buyback e il successivo collocamento tramite Abb, quindi, mantengono stabile il numero di azioni post completamento di tutte le operazioni di incentivazione del personale. «Riteniamo che Maire sia ben posizionata per raggiungere i target di medio termine a 5 anni che prevedono una crescita di fatturato ed ebitda, rispettivamente, in un range del 6-10% e del 10-15%», commenta Equita.
I risultati del primo trimestre del 2025 erano risultati migliori delle attese e Maire ha segnalato che la guidance può essere migliorata in funzione della buona performance della divisione engineering and construction. Un’eventuale revisione delle guidance sarà comunicata con i risultati del secondo trimestre del 2025 a fine luglio.
Post risultati del primo trimestre Equita ha migliorato le stime di ebitda 2025 del 3% a 462 milioni di euro, di poco sopra la parte alta della guidance pari a 420-455 milioni. «Riteniamo ci sia ulteriore spazio di upside, indicativamente per un altro 3%-4%, annualizzando la performance del primo trimestre di quest’anno di E&C. Il titolo tratta a multipli attraenti (14 volte il p/e e 7 volte l’ev/ebitda sul 2026), considerato il tasso di crescita degli utili dei prossimi tre anni (cagr +18%) e il forte ritorno sul capitale (Roce al 48% vs 15% dei peers) dato dalla bassa intensità di capitale del business», ha aggiunto Equita, ribadendo il rating buy e il target price a 10,50 euro sul titolo che a Piazza Affari si è ripreso sul finale (+0,09% a 11,28 euro). Anche Banca Akros ha confermato il rating positivo accumulate e il target price a 10,50 euro. (riproduzione riservata)