Il conto alla rovescia è cominciato. Una delle grandi sfide infrastrutturali per il futuro di Roma, la nuova linea D della metropolitana che permetterà di spostarsi tra i quadranti Nord-Est e Sud della Capitale, è al giro di boa. Dopo un’empasse che dura da più di 15 anni, tra pochi giorni il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, dovrà approvare quello che sarà il tracciato definitivo della cosiddetta linea gialla, una «metropolitana moderna, agile ed efficiente, che creerà nella Capitale un ‘effetto rete’ importante intersecandosi con le altre tre linee (A, B, C), con la ferrovia urbana e con diverse linee bus e tram», spiega a MF-Milano Finanza Eugenio Patanè, assessore alla mobilità del Comune di Roma.
Una convergenza trasversale in linea di massima tra tutte le forze politiche sul tracciato è stata trovata anche se il numero definitivo delle fermate è ancora una incognita. L’intesa sul tracciato della linea prevede un collegamento tra il Nomentano e l’Eur/Ardeatino connettendo la nuova infrastruttura con quelle già in essere: la Metro B1 a Jonio, la C nella futura stazione di Venezia e la Linea A in una delle fermate del Centro Storico (molto probabilmente Flaminio).
«La prima fase funzionale, la tratta da Nomentana Gra a Nemorense, è ben definita. Abbiamo un’idea in via di consolidamento anche fino a Trastevere, mentre per quanto riguarda la terza fase, che dovrebbe arrivare a Tor de’ Cenci, l’ultima parola spetterà al sindaco Gualtieri. Stiamo mettendo a punto il documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) sul tracciato più lungo e che saremo in grado di consegnare a fine novembre. A quel punto saremo pronti per la redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica (Pfte). Il costo per la costruzione e realizzazione dell’opera si aggira intorno al 10 miliardi. Al governo chiederemo tra i 300 e i 350 milioni per la progettazione di fattibilità. Inizio lavori non prima del 2028».
A questo punto bisognerà ascoltare anche Condotte 1880, che fa capo a Tiberiade Holding (famiglia Mainetti) che nel 2006, assieme a Pizzarotti, ha vinto la gara per la concessione in project financing della Linea D, aggiudicandosi il diritto prelazione per la progettazione, costruzione e gestione dell’intera linea per i successivi 20 anni.
«Bisognerà capire se Condotte vorrà ancora partecipare a questo progetto, totalmente diverso da quello che ha presentato nel 2010, e se sarà in grado di mettere a terra un nuovo piano economico-finanziario compatibile con le finanza del comune di Roma. In caso contrario chiederemo i soldi al governo e faremo la gara», conclude l’assessore.
Da fonti interne a Condotte trapela «soddisfazione per il raggiungimento della convergenza politica e disponibilità a sedersi al tavolo con Roma Capitale presentando un progetto aggiornato compatibile con le nuove esigenze dell’amministrazione, per realizzare una delle infrastrutture più attese della Capitale». (riproduzione riservata)