Le vie del lusso: in testa alla classifica New Bond Street
A sorpresa, la via londinese torna capitale del lusso globale. Montenapoleone perde la vetta. Potenze del luxury retail
Nel 2025 la geografia del lusso mondiale cambia nuovamente forma. New Bond Street, la storica arteria londinese fatta di facciate georgiane e vetrine impeccabili, riconquista la vetta della classifica delle vie commerciali più costose al mondo.

Lo fa con una crescita dei canoni del 22% in un solo anno e un valore che raggiunge circa 22,320 euro per mq all’anno, secondo il report Main Streets Across the World 2025 di Cushman & Wakefield. È un rientro fragoroso: dal 2021 la via non rientrava nemmeno tra le prime tre, segno di una trasformazione profonda del mercato retail londinese e del contesto globale in cui si muove. Via Montenapoleone, stabile a circa 21,812 euro per mq all’anno, scivola in seconda posizione, pur mantenendo un ruolo di assoluto prestigio e una domanda che non accenna a diminuire.
La dinamica che permette a Bond Street di tornare sul gradino più alto è frutto di una serie di elementi che negli ultimi mesi si sono sovrapposti e amplificati. In primo luogo, la domanda per spazi di altissimo profilo è tornata a livelli pre-pandemici e in alcuni casi li ha superati. I grandi gruppi del lusso stanno consolidando il proprio portafoglio internazionale non solo espandendo la presenza dei brand, ma anche acquisendo direttamente immobili strategici. A Londra, questa strategia ha sottratto al mercato diversi spazi prime, riducendo ulteriormente una vacancy già molto bassa e generando una competizione serrata per ogni vetrina che si libera.
Parallelamente, la città ha beneficiato di un forte ritorno del turismo globale e di un contesto di riqualificazione urbana che ha reso il West End più accessibile, più curato e più coerente con le aspettative del consumatore contemporaneo. I punti vendita non sono più semplici negozi: sono luoghi di relazione, esperienze personalizzate, contenitori culturali. E Bond Street, con la sua combinazione di heritage architettonico e capacità di rinnovarsi, ha saputo interpretare questo nuovo paradigma meglio di molte concorrenti europee.
Milano vive un momento diverso

Via Montenapoleone rimane una delle destinazioni più forti del mondo, stabile, solida, estremamente richiesta, ma la maturità del mercato e la limitata disponibilità di spazi fanno sì che i valori crescano meno rapidamente. Non è una perdita di appeal, ma il segnale di un mercato già ottimizzato, dove molti brand possiedono direttamente gli immobili e dove gli spazi disponibili sono pochissimi. La domanda rimane altissima, il Quadrilatero continua a essere uno dei motori culturali del fashion system globale, ma la dinamica dei canoni non mostra la stessa accelerazione vista a Londra.
Il contesto internazionale
Il sorpasso di Bond Street si inserisce in un contesto internazionale caratterizzato da una crescita moderata ma resiliente. Nonostante un’economia globale attraversata da incertezze, dazi e tensioni geopolitiche, il retail fisico, soprattutto nel segmento lusso, continua a registrare performance robuste. Gli affitti nelle principali high streets del mondo crescono mediamente del 4,2%, con forti differenze tra aree geografiche. In India, ad esempio, alcune vie segnano incrementi a doppia cifra. In Europa, oltre a Londra, si distinguono Parigi e Budapest. In America Latina, São Paulo registra uno dei maggiori salti dell’anno.
Il mercato, tuttavia, non cambia solo nelle sue cifre. Cambiano le logiche con cui i brand si muovono e le città si organizzano. L’ingresso sempre più deciso di marchi digital-native nelle vie prime, la centralità dell’omnichannel, l’uso intensivo dei dati e delle analisi predittive, la crescita del retail esperienziale, la fusione tra ospitalità, intrattenimento e shopping: tutti elementi che contribuiscono a ridefinire la funzione strategica delle high streets. Non sono più solo luoghi di vendita, ma strumenti di posizionamento, punti di contatto fisici in un ecosistema sempre più ibrido e competitivo.
In questo scenario, la risalita di New Bond Street va letta come un segnale: le città che investono su qualità urbana, accessibilità, cultura e attrattività internazionale sono quelle che riescono a intercettare più rapidamente le esigenze dei brand globali. Milano rimane una forza costante, un luogo iconico per definizione; Londra, invece, nel 2025 è la città che corre più veloce. Il confronto tra le due capitali non è una rivalità, ma la fotografia di un mercato in metamorfosi continua. Da un lato la solidità di un distretto maturo e consacrato come il Quadrilatero della Moda; dall’altro, la capacità di un hub globale come Londra di reinterpretare il proprio ruolo e reclamare la leadership. (Riproduzione riservata)
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