12 idee per trasformare il picnic in un’occasione sociale (competitiva) come al Glyndebourne festival
Al festival di lirica inglese la colazione all’aperto è stata elevata a un’arte raffinata, niente borracce e bicchieri di plastica, cristalli, Champagne e posate d’argento
L’espressione è francese, ma gli inglesi ne hanno fatto talmente un’arte che in tutto il mondo si dice picnic. Si celebra addirittura con una giornata internazionale, il 18 giugno. E si fa, soprattutto, sedotti dall’idea poetica del godersi il piacere di cibo e compagnia in piena libertà e a contatto con la natura. Senza per forza stare scomodi come dimostra Glyndebourne, festival di lirica e appuntamento mondano dove il picnic è stato elevato a occasione sociale competitiva e non ha niente a che vedere con il significato originale di quel pique-nique, nato in Francia dall’unione di spiluccare (piquer) e inezia, cosa da poco (nique).
Spersi nella campagna inglese, tra le verdi distese del Sussex a un’ora buona di macchina da Londra, qui a Glyndebourne le persone arrivano vestite come per la prima della Scala. Quest’anno, poi, dal 21 maggio al 30 agosto, in cartellone ci sono ben tre nuove produzioni con la Tosca di Puccini, L'Orfeo di Monteverdi e Ariadne auf Naxos di Strauss, oltre a tre revival di Rossini, Britten e Mozart.

Nelle pause delle opere si allestiscono banchetti degni della tenuta secentesca che li ospita. Niente tramezzini e borracce, ma roastbeef e champagne, il tutto servito con posate d’argento e bicchieri di cristallo, menù di più portate, frutta e dessert compresi, e una gara a chi stappa la bottiglia più pregiata, proprio come a Wimbledon. Ecco qualche suggerimento per prendere spunto.
Il telo (impermeabile) in tartan
A Glyndebourne i gazebo non sono consentiti, ma sono ammessi i tavolini, e a disposizione degli ospiti ci sono alcuni posti coperti sotto i tendoni, da prenotare in anticipo e, considerando il meteo inglese, conviene farlo. Ma, distesi sull’erba, c’è poco da dire il picnic ha più gusto. Tra gli essenziali infatti c’è una coperta impermeabile che isoli bene, come quelle di Fortnum & Mason, quintessenza dello stile british. Nello storico grande magazzino londinese, picnic è una voce, nutrita, anche dello store online.
...o il tappeto volante
Niente dice picnic più di una coperta in tartan, ma di alternative ce ne sono tantissime, alcune molto spiritose, come il finto persiano Picnic Lounge di Fatboy Disponibile in rosso o azzurro, è leggero, impermeabile e ricorda appunto un tappeto volante...
Cuscini, pouf e sedie pieghevoli
La colazione sull’erba sarà anche più poetica ma è meno comoda dello stare a tavola. Per trovare una via di mezzo si può optare per accessori come cuscini e pouf, ce ne sono molti anche in versione impermeabile o addirittura gonfiabile. Ma sempre nell’ottica del british style c’è l’alternativa delle sedia pieghevoli, tra quelle più eleganti quella di Loro Piana in rattan e pelle.
Il cesto che quadra il cerchio
Tra gli irrinunciabili il cesto da picnic, tra quelli più sognanti c’è quello disegnato da Marcel Wanders per Alessi, in vimini intrecciato rivestito di tessuto e con fiocchetti a fermare il contenuto, ha tutto l’occorrente per 4 persone, piatti piani, fondi, set di posate in melamina e bicchieri in resina (475 euro).
La scatola magica
Alternativa meno bucolica e più compatta del cesto potrebbe essere il set da picnic come quello di Brunello Cucinelli in pelle e cotone tecnico effetto rafia (5.500 euro). La scatola contiene, una glacette, due piatti in ceramica, una coppia di bicchieri in vetro di Murano, due set di posate in acciaio bagnato argento, una coppia di tovaglioli, una tovaglia, un sacchetto portapane e un set sale e pepe.
La brocca sì, ma infrangibile
Dimenticate borracce e bottiglie di plastica, e concedetevi un’elegante brocca in acrilico come Palla e Pallina di Mario Luca Giusti, leggera e resistente, ma anche altrettanto elegante delle versioni in vetro e cristallo (da 78 euro, nella versione più maneggevole da 2 litri).
Ghiaccio, glacette & Co.
Come sugli spalti di Wimbledon anche in questo caso lo Champagne è un complemento indispensabile e, quindi tra gli indispensabili, va pensato a qualcosa per tenerlo in fresco. Quale dipende dai gusti: c’è di non rinuncia al secchiello, sempre Loro Piana nella sua linea dedicata al picnic ne propone una versione ad hoc in rattan bordato di pelle.
Cool & Cooler
Il ghiaccio è la cosa più efficace per raffreddare una bottiglia va detto, però, è meno maneggevole di una glacette, tra quelle più efficaci non solo a mantenere la temperatura ma anche ad abbassarla ci sono i cooler di Le Cresuer, WA-126 (30 euro circa), non a caso uno dei best seller del brand amato per le pentole di ghisa smaltata.

In alto i calici
Poco fa festa come un’onda di bollicine che risale festante il bicchiere. La scelta dipende solo dai gusti personali e dal budget. Per il resto liberi tutti, anche se vintage e millesimi più pregiati forse si degustano meglio in un contesto più strutturato. Per una situazione così décontractée, come un déjeuner sur l'herbe, meglio prediligere un sans année, magari un rosato ben strutturato, come la Cuvée Rosé di Champagne Laurent-Perrier. Creata nel 1968, nasce non per assemblaggio ma grazie allo straordinario spirito d’innovazione di Bernard de Nonancourt che ha nobiltato la categoria dei rosé, attraverso la scelta di un vino totalmente nuovo: il rosé da macerazione delle bucce. Si tratta di uno Champagne da tutto pasto e che si abbina bene a crostacei e crudo di Parma, arrosti freddi e persino dessert ai frutti di bosco.
Borsa frigo ma di stile
Anche per quanto riguarda le borse termiche ormai di scelta ce n’è parecchia, quella di My Style Bag x Fondazione Theodora ha anche un secondo fine benefico. Si tratta di una Picnic Bag con fodera impermeabile, ma realizzata interamente in paglia e con tracolla regolabile. Come da marchio di fabbrica del brand, c’è naturalmente la possibilità di personalizzazione (220 euro e 12 euro per il ricamo).
Un plaid per scaldarsi
La stagione migliore per il picnic è quella di mezzo, dove fa abbastanza caldo per stare all’aperto, ma non troppo per godersi la giornata. Se però il sole dovesse coprirsi una copertina può tornare utile, e se è di Hermès, è ancora meglio perché l’estetica in un picnic alla Glyndebourne vuole la sua parte.
Il plaid di lana 100% merinos «Le Cheval à la couverture» (2x1,5 m, 1.850 euro) è disegnato da Jacques Eudel e rappresenta uno dei cavalli che appaiono fin dai cataloghi commerciali conservati nella collezione di Émile Hermès. Anche i colori nelle due tonalità si richiamano alla storia del brand con le righe Rocabar, espressione contratta che s’ispira all’universo equestre nata dall’unione di rug (coperta, in inglese) e dell’espressione francese à barres (a righe, in francese).
Lampada à porter
Se poi con il picnic si tira in lungo. può essere utile una luce. La scelta migliore è una lampada al led per la praticità di trasporto e ricarica. Come Ramun Louise progettata da Jean-Marie Massaud con Alessandro Mendini 329 euro). Caratterizzata da un paralume effetto plissé che amplifica la luce e si adatta sia per una cena romantica sia per leggere un libro. Dimmerabile e ricaricabile, ha un anello sulla sua sommità che consente di portarla in giro in modo più agevole. (Riproduzione riservata)
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