Le 7 migliori youngtimer che i collezionisti stanno già comprando. Belle da guidare e destinate a rivalutarsi
Affascinanti da possedere e con un potenziale di rivalutazione sempre più concreto. Da BMW a Mercedes, passando per Maserati e Aston Martin, ecco i modelli che stanno attirando l’attenzione degli appassionati più attenti.
Alcuni acquistano un’auto per passione, altri spinti da una giustificazione più razionale. In certi casi, la parola magica è investimento. Il punto è che per ogni intuizione felice esistono decine di coupé eleganti, spider impeccabili e berline dal blasone irreprensibile che, semplicemente, non hanno mai mantenuto quella promessa. Oggi però il fenomeno youngtimer ha cambiato le regole del gioco. Le youngtimer sono auto costruite tra anni 90 e primi 2000 che hanno iniziato una traiettoria di rivalutazione concreta, spesso sorprendente. Orientarsi però è diventato più complicato. Ecco allora una selezione che non guarda soltanto ai numeri, ma a un equilibrio di stile, piacere di guida, pedigree e quel potenziale che rende un acquisto interessante anche prima di consultare una casa d’aste. Non sempre è la rarità a determinare il destino di un’auto. Più spesso conta il marchio, la forza dell’immaginario, la capacità di rappresentare un’epoca.
Bmw, per esempio, resta una certezza quasi disarmante. Le piccole Z3 e la prima Z4 sono già entrate nei radar dei collezionisti più attenti, ma la scommessa più intelligente potrebbe essere la successiva Z4 E89. È vero, sfiora appena i confini anagrafici del club youngtimer, essendo stata prodotta dal 2009 al 2016, ma ha un pregio che il tempo tende a premiare: è invecchiata molto bene. Più elegante delle predecessore, meno nervosa nelle linee, coerente nella sua idea di roadster da gran turismo; non a caso fu disegnata da due donne: Juliane Blasi e Nadya Arnout. Aggiunge anche la praticità del tetto rigido retrattile, dettaglio che trasforma una spider occasionale in un’auto da usare davvero. I sei cilindri da 2,5 e 3 litri restano le versioni da osservare con maggiore attenzione.

Se esiste un’aristocrazia delle youngtimer, Mercedes-Benz SL R129 occupa senza discussioni una delle poltrone principali. Disegnata da Bruno Sacco, prodotta dal 1989 al 2001, appartiene a un’epoca in cui Mercedes costruiva auto con l’ambizione di durare più dei proprietari. Non è forse la più seducente tra le SL, ma resta una delle più complete. Tecnologicamente avanzata per il suo tempo, disponibile con sei, otto e perfino dodici cilindri, ancora oggi capace di quella particolare sensazione di solidità che molte auto moderne imitano senza replicare. E se un esemplare ha avuto come primo proprietario Gunter Sachs, il discorso si fa inevitabilmente ancora più interessante. Chi preferisce una relazione più fisica con la meccanica dovrebbe guardare in Giappone.

La Honda S2000 è una roadster che regala piacere puro tra curve, giornate in pista o semplicemente in una domenica di svago. Analogica nel senso migliore del termine, è una di quelle auto che il mercato ha iniziato a guardare con crescente serietà.

Diversissimo, e proprio per questo irresistibile, il caso Maserati 3200 GT. Poche auto raccontano così bene un certo modo italiano di intendere la gran turismo: eleganza, carattere e una personalità meccanica tutt’altro che prevedibile. Disegnata con stile, ancora capace di far voltare teste senza apparire nostalgica, è una delle proposte più intriganti di questa lista. Poi ci sono le inglesi, che quando riescono bene sanno unire stile e teatralità meglio di chiunque altro.

Jaguar XK, nelle serie X100 e X150, rappresenta forse il modo più elegante per entrare nel club dei V8 con pedigree. Coupé o convertible, comode quanto basta per attraversare mezza Europa, ma perfettamente in grado di cambiare tono con le versioni XKR sovralimentate.

Se invece il richiamo è quello dell’icona conclamata, Aston Martin DB7 resta quasi troppo ovvia per essere ignorata. Disegnata da Ian Callum, porta con sé tutto ciò che il nome Aston Martin promette: eleganza, presenza scenica e inevitabili suggestioni cinematografiche.

È già oggi la più costosa di questa selezione, ma difficilmente la meno desiderabile. Infine, per chi diffida delle scelte prevedibili, esiste la MG RV8. Quasi un piccolo paradosso automobilistico. Sotto forme rassicuranti da roadster d’altri tempi si nasconde un V8 di quattro litri in un corpo leggero e compatto. Eccentrica il giusto, perfettamente inglese.(Riproduzione riservata)
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