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Ford Thunderbird: la storia della sportiva americana nata per sfidare la Corvette

Nata nel 1955 per sfidare la Corvette, Ford Thunderbird è diventata un'icona americana: V8, stile senza tempo e un nome entrato nella cultura pop

di Nicola D. Bonetti
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Thunderbird è un nome che colpisce: l’uccello di tuono delle leggende dei nativi americani, è il mitico volatile con il potere di portare la pioggia nel deserto arido. La curiosa genesi di tale denominazione è raccontata più oltre. Il modello nasce per volontà di due dirigenti Ford: Louis D. Crusoe e George W. Walker, quando nei primi anni 50 l’azienda decide di avere in gamma un’auto sportiva, agile e dall’aspetto europeo.

Ford Thunderbird: la storia della sportiva americana nata per sfidare la Corvette

I due sono al Salone di Parigi, apprezzando le novità del Vecchio continente, quando il primo si domanda: «Perché non possiamo avere qualcosa di simile?». Walker, a capo del design, risponde serafico che ci stavano già pensando. La sera stessa telefona a Dearborn, sede Ford presso Detroit, attivando il team sul progetto della «vera auto sportiva Ford», che deve essere pronta per il 1955.

Ford Thunderbird: la storia della sportiva americana nata per sfidare la Corvette

Due posti, con tetto in tela, impiega il massimo dei componenti di serie: motore Interceptor V-8 per accelerare più della concorrenza e velocità massima oltre 100 miglia orarie, con peso equilibrato attorno a 2500 libbre (circa 1134 kg). Deve essere riconoscibile come Ford. Anche se calandra e griglia sono fortemente ispirate a Ferrari, con la presa d'aria sul cofano che sottolinea la potenza e i doppi terminali di scarico a forma di ogiva, convincono Mr Crusoe.

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Thunderbird ha immagine più personale che sportiva: esposta il 20 febbraio 1954 al primo Salone dell'auto di Detroit del dopoguerra, è lanciata nel successivo settembre con prezzi da 2695 a 4000 dollari con overdrive o cambio automatico. Il successo è immediato: in dieci giorni se ne vendono 3500, oltre un terzo di quelle previste per il primo anno e nel triennio iniziale quattro volte e mezzo il numero di Corvette, anche se non costa poco. I clienti la trovano «davvero divertente e sportiva da guidare».

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Un appassionato collezionista, Giorgio Gandin, che ne ha avute diverse e l’ultima la usa con frequenza, così ne parla: «Thunderbird non è solo un'auto, è un legame profondo con un’epoca, con la mia giovinezza, la mia storia familiare e il mio obiettivo sarebbe quello di usarla anche durante la settimana in quasi tutte le occasioni. Colore rosso intenso, monta sia la capote rigida bianca, perfetta per l’inverno, sia quella in tela posizionata dietro il sedile di guida: ideale per l’estate, fa somigliare l’auto a un motoscafo Riva Ariston (anche questo con motore V8 e degli stessi anni 50). Amo usarla quasi sempre scoperta, come durante un raduno di auto americane a cui ho partecipato di recente: cabrio, cielo azzurro, sole che batte, io al volante con occhiale da sole dell’epoca e il sorriso da ragazzino, proprio come andare a pelo d’acqua a forte velocità con un potente motoscafo».

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La sua passione è travolgente, così prosegue il racconto: «Ogni volta che sono alla guida di Thunderbird, sento qualcosa dentro, un’emozione vera che mi riporta indietro. Questa non solo ha il cambio manuale a tre marce, ma è dotata di overdrive con un sistema a ruota libera: una volta lanciata, lasciando l’acceleratore, sgancia la trasmissione procedendo come in folle. Il tutto senza premere il pedale della frizione: per riprendere la corsa è sufficiente accelerare che la trasmissione si riaggancia. Il suo motore V8 di 312 cubic inches (5,1 litri) parte con un rombo che ti prende allo stomaco, e l’overdrive permette di scivolare via come su una nuvola. Non è solo potenza, è armonia meccanica, fatta per chi ama davvero la guida».

L’evoluzione di Thunderbird riguarda l’aumento delle dotazioni di sicurezza, altre scelte di motori, i sedili a regolazione elettrica, la radio con volume proporzionale ai giri del motore, la possibilità di avere quattro posti dal 1958, l’aumento dello spazio interno, il lunotto posteriore e molte altre. Anche lo stile si perfeziona nei decenni, reggendo fino alla metà degli anni 90. Per riprenderla all’inizio del nuovo millennio con una Heritage Edition, festeggiando i 50 anni nel 2005. Quando Ford ne annuncia la cessazione, pure nell’uso del nome.

Ford Thunderbird: la storia della sportiva americana nata per sfidare la Corvette

Ecco, il nome: quando il modello è pronto per la produzione manca ancora il nome. Tutti aiutano, così ne saltano fuori quasi cinquemila. Tra i più curiosi il simpatico Beaver: castoro, che forse non aveva il doppio senso dei decenni più recenti, il grigio Detroiter, il gradevole Runabout (agili e piccoli veicoli ma anche natanti a motore), e lo slang Hep Cat dal significato di persona modaiola, anche attenta alla musica jazz e pop. Nessuno convince: Louis D. Crusoe offre un abito da 250 dollari (di allora) a chiunque riesca a fare di meglio. Il nome è definitivo è suggerito da Alden Giberson, giovane addetto allo stile di Ford.

Ford Thunderbird: la storia della sportiva americana nata per sfidare la Corvette

Thunderbird trasmette una rilevante eredità per le doti di velocità, agilità e, con il tempo, di lusso e comfort. Con stile tutto suo, è amata come poche altre. Infatti Thunderbird, confidenzialmente T-Bird, è regolarmente citata nel mondo pop, a dimostrazione del segno culturale lasciato. E celebrata anche con un francobollo. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 05/08/2026 08:03
Ultimo aggiornamento: 05/08/2026 08:03
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